“Ci siamo preoccupati di produrre un piccolo video per spiegare col cucchiaino quello che bisogna fare per il distanziamento e per la sicurezza. Vediamo di capirci: noi dovremo riprendere le attività relative alla movida. Per adesso no. I baretti chiudono alle 23.00”. Sono le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nella sua consueta diretta informativa del venerdì su Facebook.
E aggiunge: “Io vorrei chiedere un impegno massiccio delle forze dell’ordine e quindi sollecito il ministero dell’Interno a dare direttive rigorose per il controllo dell’uso delle mascherine e degli assembramenti notturni. Io chiedo che sia pubblicata ogni giorno una lista delle ammende a chi non indossa la mascherina”.

Poi annuncia la sua nuova campagna: “Per quanto riguarda la movida, noi dobbiamo cogliere questa occasione per umanizzare i momenti d’incontro dei ragazzi, fare in modo che non si rincretiniscano la sera, fare in modo che non ci siano solo rumori, ammuina, al punto che non si riesce più né ad ascoltarsi, né a parlarsi. Cogliamo anche questa occasione per sviluppare una campagna non solo per avere epidemia zero, ma anche per avere cafoneria zero. Ecco, vorremmo far partire una campagna anche di valore internazionale: ‘no boor’, ‘cafoni zero’. Questa – continua – sarebbe una bella occasione per far crescere anche lo spirito civico e soprattutto per umanizzare i momenti di incontro e di divertimento e non per renderli più alienati e alienanti. Ovviamente non sono consentite le feste in casa, al di là della movida e degli assembramenti che non sono consentiti. Vi dico queste cose per un dovere di sincerità e di lealtà. Dobbiamo sapere che da oggi in poi ci salviamo se ci saranno comportamenti individuali corretti, perché non potremo controllare tutto”.

De Luca chiosa: “E, diavolo, tutelate almeno i vostri figli, le vostre madri e i vostri padri, altro che feste, festini, carnevale e pippe varie. Noi dobbiamo arrivare a zero contagi, è chiaro o no? Io vi chiedo di aiutarci ad aiutarvi. Quando prendiamo certe misure, non lo facciamo a cuor leggero. Io vorrei chiedere a un padre o a una madre di famiglia: voi al posto mio che cosa fareste? – conclude – Quando vedete le immagini di migliaia di ragazzi assembrati senza mascherina, che cominciano a bere tutti dalla stessa bottiglia, voi che cosa fareste? Prendiamo certe decisioni per essere uomini, per non fare gli opportunisti, per tutelare la vita dei nostri cari e per impedire, Dio non voglia, che si torni alla chiusura di tutto”.

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