Il 75% degli italiani ha una percorrenza pendolare quotidiana inferiore ai 10 km. Dove possibile queste distanze possono essere coperte a piedi e bicicletta, in un tempo a volte pari a quello dell’auto. Per molti il nodo è nella sicurezza degli spostamenti in bicicletta.

Il dl Rilancio annuncia alcune misure urgenti come la casa avanzata e corsie ciclabili emergenziali e nuove risorse per la creazione, il prolungamento, l’ammodernamento e la messa a norma di piste ciclabili. Ma ciò non è ancora sufficiente: “Quello che serve è capire come questi interventi, che più che emergenziali definirei transitori, contribuiscano a una visione di città già proiettata al futuro, oltre l’emergenza Covid”, spiega Enrico Chiarini, Centro Studi Fiab “in una logica di recupero dello spazio pubblico, modificando in meglio l’assetto di vita delle città”.

Per Paolo Pinzuti di Bikeitalia è importante “declassare alcune strade a F-bis, ovvero strade a priorità ciclistica/pedonale, ridurre la velocità urbana a 30km/h per ridurre i rischi di incidenti, installare dispositivi come i dissuasori berlinesi, dei dossi collocati solo nel centro della strada”.

Il Comune di Milano ci prova: presto ci saranno 35 km di piste ciclabili di emergenza “che rimarranno anche dopo” spiega l’assessore alla mobilità Marco Granelli “e accelerazione sui cantieri per 16 km di ciclabili normali, oltre che spingere per ampliare la zona 30 nei controviali di Milano”.

C’è poi il tema multimodalità: tanti pendolari e viaggiatori a lunga distanza potrebbero caricare monopattini e bici in treno e poi percorrere l’ultimo miglio in sicurezza invece che su bus e metro. “Si libera spazio sui mezzi di trasporto”, spiega Bertuccio “ma mancano gli ancoraggi, sugli autobus non ci sono portapacchi: è urgente risolvere la questione per le bici. Più facile ovviamente con i monopattini elettrici o cicli pieghevoli”.

Per Trenitalia il trasporto bici non pieghevoli rimane a pagamento, “solo in alcune regioni è possibile trasportare le bici elettriche montate gratuitamente (Abruzzo, Basilicata, Liguria, Marche, Puglia, Sicilia), nelle altre con un supplemento”. Niente gratuità quindi per il trasporto bici (ad eccezione di quelle smontate e impacchettate).

Infine il tema furti. “Bisogna favorire l’uso di Gps e lucchetti davvero resistenti ma anche rastrelliere sicure”, spiega Paolo Pinzuti. “servirebbero anche le bike box, dei ricoveri chiusi, disposti dove ci sono parcheggi auto”.

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Mobilità sicura, l’auto non è l’unica risposta

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