La riunione odierna della Bce conferma la pochezza intellettuale e politica delle classi dirigenti europee.

Qualche giorno fa la Banca centrale giapponese ha deciso un’apertura di credito illimitata verso il governo giapponese, che a sua volta ha stanziato una cifra di 1000 miliardi per far fronte alla crisi del Coronavirus. In Giappone vi sono 14.000 contagiati, cioè molto meno del 10% di quanti sono in Italia.

Ieri la Federal Reserve degli Usa ha registrato che il suo enorme intervento stava funzionando (2000 miliardi di dollari la spesa prevista dal governo e 5000 miliardi di dollari come cifra da pompare nella società da parte della Banca centrale). Oggi, si riunisce la Bce e – con un Pil europeo poco inferiore a quello statunitense – conferma i 750 miliardi di euro già stanziati (1050 contando proprio tutto) a fronte dei 540 miliardi ipotizzati dall’Unione Europea.

La prima cosa che salta agli occhi è la disparità quantitativa dell’intervento: In Europa le cifre messe in ballo per far fronte alla crisi arrivano a malapena ad un terzo di quanto messo in campo dagli altri grandi “giocatori” su scala mondiale. Non ci siamo e questo modo di procedere è assurdo. Non risolve i problemi di nessuno: non risolve i problemi dei disoccupati che hanno bisogno di sostegno al reddito, non risolve i problemi degli stati che hanno bisogno di soldi per finanziare l’aumento di spesa, non risolve i problemi delle imprese che hanno bisogno di soldi e non risolve nemmeno i problemi delle banche che – nel caso italiano ma non solo – possiedono una buona fetta del debito pubblico.

Nel 2012 le loro operazioni di austerity erano criminali ma almeno avevano una logica: distruggere il welfare per aprire spazi al capitale privato e ai profitti. Nel 2012 volevano distruggere il modello sociale europeo (Draghi dixit) e mettere la mordacchia ai Parlamenti e agli stati nazionali. Adesso nemmeno questo. Di fronte alla più grave crisi dal dopoguerra la Commissione Europea prosegue con la follia dei prestiti da restituire e ogni mossa della Bce – anche quando va nella direzione giusta – viene fatta in ritardo ed in misura depotenziata per non violare la vulgata liberista.

Questa crisi non riceverà buone risposte in virtù della lungimiranza delle classi dirigenti ma unicamente se le classi subalterne saranno in grado di far sentire la propria voce avanzando una richiesta precisa: i soldi ci sono, tirateli fuori attraverso la Bce e la tassazione delle grandi ricchezze. Tutto il resto è commento politico, che riempie la bocca ma serve a poco.

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