C’è un paese reale, quello dei lavoratori e degli studenti, che a causa della contrazioni del reddito dettata dall’emergenza sanitaria non può più aspettare e ha necessità da subito di poter usufruire di un contributo all’affitto straordinario affinché dopo #iorestoacasa non si consegua nella drammaticità dello sfratto. Per questo sin dal 25 febbraio il nostro sindacato ha lanciato una mobilitazione permanente che attraverso l’appello “L’emergenza è l’affitto” ha posto nell’agenda politica la questione più urgente, quello della casa.

Non basta la richiesta della rimodulazione dell’affitto che abbiamo da subito suggerito, la precarietà abitativa si estende a sempre una fascia maggiore della nostra società e rischia di coinvolgere 200 mila famiglie. Gli sfratti sono stati posticipati al 1 settembre, ma dobbiamo lavorare affinché non si verifichino.

Ma vediamo con ordine i finanziamenti ottenuti. Pochi giorni fa sono infatti arrivati nelle casse delle regioni italiane 46 milioni dei fondi destinati alla morosità incolpevole. Si tratta delle risorse del 2019, del fondo morosità incolpevole, aggiuntivi a quelli che alcune regioni nelle scorse settimane hanno messo a disposizione.

Grazie alla forte iniziativa messa in atto da Unione Inquilini, non appena sarà convertito in legge il decreto legge “Cura Italia”, arriveranno alle regioni dopo dieci giorni altri 60 milioni di euro del fondo contributo affitto 2020 e 9,5 milioni di euro del fondo morosità incolpevole stanziati per il 2020.

Infine segnaliamo che in virtù dell’ordine del giorno del Senato, durante l’approvazione del decreto legge Cura Italia, i gruppi di maggioranza hanno impegnato il governo a stanziare ulteriori ingenti risorse per il contributo affitto nel prossimo decreto legge di aprile e ulteriori risorse per il sostegno all’affitto per studenti fuorisede. Anche le Regioni, in un documento dell’8 aprile 2020, chiedono 100 milioni subito e 450 milioni a seguire per contributi affitto, stessa cifra che ci attendiamo ad aprile dal governo.

Ora si deve lavorare affinché Regioni e Comuni prevedano di non disperdere questi soldi in mille rivoli di bandi che si sovrappongono tra loro. È necessario che Regioni e Comuni definiscano modalità veloci di presentazione delle domande e dirette di erogazione del contributo, altrimenti rischiamo di disperdere un patrimonio che imbrigliato in tanti cavilli non arriverebbe alle famiglie nei tempi necessari.

Questa crisi ci impone di ripensare le priorità più urgenti per la nostra società. Tornare a pensare la casa come diritto è fondamentale. Per questo non possiamo accettare le circolari emanate dalla ministra Luciana Lamorgese indirizzate ai Prefetti, perché al disagio abitativo si risponde con politiche abitative adeguate.

Dobbiamo ripensare le nostre città e realizzare, senza consumo di suolo, almeno 500.000 case popolari recuperando il patrimonio immobiliare pubblico e privato lasciato vuoto anche dopo anni dagli sgomberi. Piuttosto, la ministra chieda ai Prefetti di eseguire gli sfratti solo in caso di passaggio da casa a casa e capisca insieme al governo che il disagio abitativo non si combatte alzando il livello di attenzione di tipo repressivo, ma rispondendo ai bisogni sociali effettivi.

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