Ormai siamo abituati: quando parla Matteo Renzi non si ascolta o legge interamente il contenuto delle proposte e delle idee politiche ma si critica a prescindere. Come una sorta di capro espiatorio perenne, ogni cosa che riguarda Renzi viene utilizzata per criticare a prescindere.

Invece, come spesso accade dopo qualche giorno le stesse cose dette da Renzi vengono rilanciate da altri ed allora magicamente tali proposte vengono viste di buon occhio.

Sembra la scena del film Fracchia, la belva umana dove l’assistente ha un’idea per far circolare il sosia della belva senza essere sempre arrestato e non viene presa in considerazione, subito dopo il commissario dice la stessa cosa e viene vista come idea geniale.

Meglio sdrammatizzare ma la questione è molto seria.

Mentre a febbraio Nicola Zingaretti e Matteo Salvini dicevano che Milano e il Veneto non si dovevano fermare e facevano aperitivi sui Navigli in piena emergenza, Renzi diceva che bisognava chiudere tutto estendendo la zona Rossa a tutta l’Italia e all’Europa.

Qualche giorno fa Renzi ha consigliato di iniziare a ipotizzare l’apertura graduale delle aziende e delle attività. Il tutto su una semplice oggettiva considerazione: con il coronavirus bisogna conviverci fino al vaccino. Non si può rimanere in quarantena all’infinito e l’Italia non può fermarsi per lungo tempo ancora. Sarebbe una crisi economica che ci porterebbe al declino senza via d’uscita. Ecco che allora è giusto studiare strategie di uscita dalla chiusura e dalla paralisi del sistema Italia. E solo per aver detto lo stesso, Renzi è stato come al solito criticato e deriso.

Insomma il solito modus operandi. Se ci fosse un pochino di onestà intellettuale e meno rancore personale o antipatia verso il leader di Italia Viva certe discriminazioni non ci sarebbero e certi argomenti potrebbero essere sviluppati con maggiore serietà e concretezza. Invece inutili polemiche.

Proviamo solo ad immaginare se al posto di Zingaretti (che a febbraio faceva aperitivo sui Navigli) ci fosse stato Renzi. Sarebbe stato sicuramente crocefisso ed ucciso politicamente.

Bene, cerchiamo per una volta di accogliere consigli ed idee per il loro reale contenuto senza usare Renzi come capro espiatorio di tutti i mali. Immaginiamo solamente se al governo oggi in questa emergenza ci fosse stato Salvini e i suoi amici no vax e qualche ministro grillino alla Salute.

Se questo governo c’è, è sempre grazie a Renzi. Quindi sarebbe meglio concentraci su le reali proposte utili al Paese e non al solito giochino farsa del populismo.

Lo stesso Salvini è con le pile ormai sempre più scariche: lo sciacallo quotidiano non riesce neanche a seguire i principali criteri matematici e in un ultimo suo post divideva i soldi stanziati dal governo fra tutti i 60 milioni di abitanti italiani. Insomma voleva anche lui l’aiuto economico. Magari bisognerebbe ricordare a Salvini che in questo momento sarebbe molto più utile che il suo partito restituisse i 49 milioni di euro rubati allo Stato italiano in un’unica soluzione e non con infinite rate.

Ogni volta che parla questo bisognerebbe ricordargli: Salvini dai subito i soldi rubati dalla Lega allo Stato. Restituisci il maltolto che abbiamo bisogno di soldi per aiutare i cittadini e il sistema sanitario. Ecco questo sarebbe utile e non forviante.

Renzi vi sta antipatico? Bene ma se dice cose utili al Paese non devono essere ascoltate?

La scienza non vi piace? Ma se vi salva la vita non dobbiamo ascoltarla?

La competenza è antipatica? Volete farmi insegnare da maestri laureati su Facebook?

Abbiamo permesso per lungo tempo che l’ignoranza fosse sdoganata grazie ai social e alla superficialità. Questa emergenza ci ha riportato con brutalità alla realtà. Senza scienza e competenza non si va da nessuna parte.

Bisogna per questo motivo riprendere in mano i fili del vero sistema culturale italiano: abbiamo tante fantastiche persone ed energie che possono riportarci sulla corretta via. Dobbiamo investire su tutto ciò che siamo ma che abbiamo trascurato e dimenticato per colpa del populismo.

L’Italia è una grandissima nazione: abbiamo davanti a noi l’occasione per resettare tutto il sistema che non ha funzionato. Dobbiamo avere però il coraggio di andare oltre e iniziare un nuovo cammino.

Ascoltiamo ed impariamo da chi conosce e sa, basta preconcetti e ipocrisie. Le idee ci sono, lasciamole circolare e usiamole per il nostro bene, non di alcuni ma per l’interesse di tutti.

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