L’emergenza coronavirus impone a tutti noi un periodo di semi-isolamento. Come nel caso della crisi climatica siamo convinti dell’importanza di ascoltare le indicazioni che arrivano dal mondo scientifico, ma siamo anche coscienti di quanto per molti possa risultare difficile restare giorni e giorni chiusi nella propria abitazione.
Per questo da oggi e per il mese a venire noi di Fridays For Future Italia aggiorneremo con cadenza settimanale – la massima concessa dalla piattaforma – il nostro blog sul FattoQuotidiano.it, e per le stesse ragioni abbiamo attivato #QuarantenaForFuture, il nostro contenitore virtuale zeppo di film, serie, libri, documentari, articoli, podcast, app a tema clima! Potete raggiungerlo seguendo questo link: https://www.fridaysforfutureitalia.it/quarantena

E’ un piccolo gesto, lo sappiamo, ma speriamo possa essere d’aiuto nel superare tutti uniti questa drammatica situazione!

di Claudio Gianotti

L’aumento della temperatura media globale è una minaccia per la salute dell’uomo. Lo afferma L’Organizzazione Mondiale della Sanità, e lo dicono i dati drammatici che riportano i media. Estate 2003: 70.000 decessi in Francia, Italia e Spagna. Agosto 2010: 52.000 morti in Russia. Sono solo alcuni esempi di come le ondate di calore possano uccidere un gran numero di persone.

Misurare la febbre a un pianeta non è cosa semplice, per questo le Nazioni unite hanno radunato le migliori menti che si occupano di climatologia nel Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico – l’ormai celebre Ipcc – che ha calcolato la temperatura media terrestre sia aumentata di oltre 1°C nell’ultimo secolo. Un incremento dovuto all’emissione di gas serra da parte dell’uomo e del suo apparato tecnico-produttivo.

Se non riduciamo al più presto le emissioni di CO2 il pianeta terra si troverebbe ad avere condizioni climatiche mai viste, che pagheremo con intere specie estinte e il rischio di un crollo demografico senza precedenti.

Ma il problema non è solo di là a venire: già oggi possiamo vedere i primi, drammatici effetti sulla nostra salute. Il surriscaldamento globale impatta la mortalità e la qualità di vita in modo diretto, indiretto e lato.

I primi effetti sono legati all’innalzamento della temperatura in modo diretto: malattie cardiovascolari e respiratorie colpiscono più duramente per il caldo, e il quadro è in peggioramento per il nostro paese. Come mostra il documento per il clima e la salute dell’Oms, per l’italia le estati stanno diventando sempre più roventi: il trend è chiaro e a fine secolo avremmo 250 giorni di afa.

Quale sarebbe la mortalità in un Paese con 250 giorni da bollino rosso? E la qualità della vita? E non mancano i rischi per la salute mentale: secondo l’associazione degli psichiatri statunitensi, all’aumento delle temperature corrisponde un’incremento di disturbi d’ansia e suicidi.

Esistono poi gli effetti secondari, legati a un ambiente caldo sempre più ostile, ad esempio per il proliferare di specie tropicali e di patogeni tropicali. Zika, Dengue, West Nile virus sono tutte malattie trasportate dalla zanzara tigre, diffusasi in Italia grazie al riscaldamento globale. Per non parlare della progressiva antropizzazione degli spazi naturali, che diversi studi sospettano possa aver giocato un ruolo nel salto di specie che sta portando il Covid-19 a mietere vittime in tutto il mondo.

Inoltre, il riscaldamento globale agisce anche come concausa di fenomeni che incidono sulla nostra salute. Nei prossimi anni le inondazioni triplicheranno come numero e aumenteranno come intensità: nel contesto di un tessuto urbano esposto a simili fenomeni, i danni e le morti aumenteranno significativamente, anche se in modo difficilmente quantificabile. Ancora, il riscaldamento climatico è riconosciuto come una concausa di molte malattie come tumori, malattie infettive, obesità, malattie della riproduzione, endocrine e altre ancora.

Tutto questo senza contare i lutti che ogni anno fa contare il fratello minore del climate change: l’inquinamento atmosferico, che uccide ogni anno oltre 80mila italiani. Una cifra da bollettino di guerra più che sanitario.

Durante la Cop21 di Parigi – il meeting internazionale che ha il compito di fronteggiare la crisi climatica – si è discusso dei tre possibili scenari che abbiamo di fronte: uno stop delle emissioni di CO2 e aumento della temperatura di 1°C nel prossimo secolo, una loro progressiva riduzione e aumento della temperatura di 2°C, oppure nessun contenimento e prosecuzione dell’attuale modello produttivo con un incremento fino a 6,4°C.

Questi valori possono sembrare poco significativi, ma quando ci ammaliamo basta 1°C per passare dal benessere a essere febbricitanti a letto.

Il cambiamento climatico è un problema grave, che coinvolgerà tutti noi e le prossime generazioni. Dobbiamo agire ora per ridurre le emissioni di gas climalteranti e per cambiare il nostro stile di vita. Un corpo per restare in salute deve vivere in un ambiente sano e, quindi, dobbiamo affrontare il problema ambientale anche da un punto di vista medico adottando le risorse e gli strumenti che un tale approccio può garantire.

La crisi climatica nuoce gravemente alla salute: è ora di fermarla.

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