Un bene che dovrebbe essere di tutti, ma che è sempre più a rischio. Il 22 marzo si celebra la Giornata mondiale dell’acqua, una ricorrenza istituita proprio per sottolineare la rilevanza in tutto il pianeta di questo bene a cui non tutti, però, hanno accesso. Secondo l’Unicef, per esempio, la bassa qualità dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari fa sì che ogni giorno nel mondo più di 700 bambini sotto i 5 anni muoiano di diarrea. Ma non solo. Sempre per il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, circa la metà della popolazione mondiale soffre di grave penuria idrica per almeno un mese all’anno. Anche in Italia, nonostante il nostro Paese rientri nella parte più fortunata del pianeta, la gestione dell’acqua è a rischio. A denunciarlo il Consiglio nazionale dei geologi, che invoca norme migliori e più armoniche. La situazione peggiore è in Africa, continente da sempre a rischio. Per questo Amref, consapevole anche dei danni che l’emergenza coronavirus potrebbe portare al continente africano, ha lanciato la campagna “dove c’è acqua la vita scorre”.

I dati Unicef: entro il 2040 un bambino su 4 vivrà in zone con stress idrico elevato

Ogni giorno, più di 700 bambini sotto i 5 anni muoiono a causa di diarrea legata a servizi idrici e igienico-sanitari inadeguati. Sono dati dell’Unicef, che ricorda che entro il 2040 circa 1 bambino su 4 vivrà in zone con uno stress idrico estremamente elevato. Il rischio però non è solo per i più piccoli. In tutto il mondo più di 3,5 miliardi di persone, circa la metà della popolazione mondiale, soffrono di grave penuria idrica per almeno un mese all’anno. E circa 2 miliardi ne soffrono per almeno sei mesi all’anno. Secondo l’Unicef, quasi 160 milioni di bambini vivono in zone ad alta o estrema siccità. Inoltre sono circa 500 milioni i bambini che vivono in zone ad altissimo rischio di inondazioni a causa di eventi meteorologici estremi come cicloni, uragani e tempeste e dell’innalzamento del livello del mare. Eventi che rendono più difficile l’accesso all’acqua potabile sicura, soprattutto per i più vulnerabili. “L’acqua contaminata – afferma in una nota il presidente dell’Unicef Italia Francesco Samengo – rappresenta un’enorme minaccia per la vita dei bambini. L’acqua e i cambiamenti climatici sono indissolubilmente legati. Un cambiamento climatico – denuncia Samengo – si avverte spesso attraverso un cambiamento dell’acqua: il meteo può influenzare la quantità e la qualità dell’acqua potabile disponibile, di cui i bambini hanno bisogno per sopravvivere”.

L’allarme dei geologi italiani: “L’emergenza Covid evidenzia i disservizi e la rete obsoleta dell’acqua”

Anche in Italia ci sono problemi legati alla gestione idrica, come il diffondersi di prelievi abusivi attraverso pozzi. La denuncia viene dal Consiglio nazionale dei geologi (Cng) che sottolinea anche come “in questi giorni di emergenza sanitaria a causa del Covid-19, le temporanee sospensioni e/o limitazioni dovute ai disservizi di una distribuzione obsoleta e molto spesso irrazionale, tendono ad evidenziare più che mai l’importanza di un bene che troppo spesso diamo per scontato“.

Arcangelo Francesco Violo, segretario del Cng, dichiara che “gli eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti negli ultimi anni, che portano ad alluvioni e siccità, rendono l’acqua disponibile all’uomo meno abbondante, sempre più inquinata e di difficile gestione. Per tali motivi, la salvaguardia di questa indispensabile risorsa, laddove presente in abbondanza oggi, appare prioritaria e non più procrastinabile”.

Una sfida per la gestione dell’acqua si pone proprio ora che il Parlamento ha intrapreso la revisione della normativa vigente. La Commissione Risorse idriche del Cng auspica che questo processo possa costituire l’occasione per semplificare, tramite un testo unico, la suddivisione delle competenze tra gli enti, oltre che per riordinare le norme sull’uso delle acque e il rilascio delle concessioni, abrogando quelle obsolete e armonizzando quelle esistenti in un testo unico.

La campagna di Amref: “Dove c’è l’acqua la vita scorre”

Anche attraverso l’arte si può fare qualcosa per difendere l’acqua. È l’esempio della campagna “Dove c’è l’acqua la vita scorre”, lanciata da Amref Health Africa, nella quale è stato presentato il trailer di un cortometraggio che racconta il rapporto tra le donne africane e l’acqua. Il film è prodotto in collaborazione con DocLab, è girato in Africa ed è doppiato dalla cantante Fiorella Mannoia. Nell’Africa sub-sahariana, spiega Amref, servizi idrici sicuri sono accessibili solo al 24% della popolazione, contro un tasso mondiale del 71%. Tra le prime cause di morte in Africa c’è proprio la diarrea, ricordata anche da Unicef, causata dallo scarso accesso ad acqua pulita o scarsa igiene e le infezioni del tratto respiratorio inferiore. Guglielmo Micucci, direttore di Amref Health Africa-Italia, afferma che “oggi come non mai, nel pieno della pandemia Covid 19, che rischia di colpire duramente anche l’Africa, dobbiamo continuare a parlare di acqua, igiene, salute e prevenzione. Lì dove i sistemi sanitari sono fragilissimi, dove i centri di rianimazione intensiva si contano sulle dita di una mano e solo in qualche metropoli, restare sani e non rischiare la vita per cause che, nella nostra parte di mondo, abbiamo sconfitto da decenni, colera, polmoniti, è fondamentale. E in questo senso l’acqua pulita è la chiave di tutto, non si può parlare di salute senza parlare di acqua”.

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