Prima il Coachella negli Stati Uniti (spostato da aprile al prossimo ottobre), poi il Glastonbury Festival nel Regno Unito (spostato da giugno 2020 al giugno 2021) e ora l’Eurovision Song Contest, previsto a Rotterdam dal 12 al 16 maggio, spostato a data da destinarsi nel 2021. Tre grossi eventi, per non contarne altri “minori”, sono stati spenti dall’emergenza del Coronavirus. Fa una certa impressione che manifestazioni, previste tra pochissimi mesi, siano slittate anche di un anno, ma evidentemente gli organizzatori non se la sono sentita di rischiare.

Basti pensare, ad esempio, che solo a Glastonbury, nel Somerset, in Inghilterra, le previsioni puntavano a 200mila persone, con già 135mia biglietti staccati per un festival che avrebbe visto in prima linea (in un calendario fittissimo) dal 24 al 28 giugno Taylor Swift, Paul McCartney, Diana Ross e Kendrick Lamar. Biglietti che rimarranno validi (ma c’è la possibilità di rimborso totale) per chi volesse andare lo stesso il prossimo anno. Stessa modalità di rimborso o conferma dei biglietti per il Coachella Valley Music and Arts Festival, in programma a Indio, California, il 10-12 e 17-19 aprile e rinviato nei fine settimana 9-11 e 16-18 ottobre.

Anche l’Eurovision Song Contest cede davanti all’emergenza Coronavirus, in un comunicato stampa l’organizzazione fa sapere: “Nelle settimane passate abbiamo valutato molte opzioni alternative per permettere all’Eurovision Song Contest di andare avanti. Purtroppo l’incertezza legata alla diffusione del Covid-19 in Europa, e le restrizioni messe in atto dai Governi , hanno portato alla difficile decisione dell’Ebu (European Broadcasting Union, ndr) di non continuare con l’evento così come programmato. La salute di artisti, staff, fan e visitatori, come anche la situazione in Olanda, Europa e nel mondo, è al centro di questa decisione”. Quindi Diodato che avrebbe presentato il brano “Fai rumore” rimarrà a casa: “Viviamo in un periodo drammatico e di grandissima difficoltà e sono convinto la priorità debba essere quella di tutelare la salute di tutti i cittadini. Solo quando tutti supereremo questo momento buio potremo tornare a vivere con la giusta leggerezza e gioia un evento di tale condivisione”, ha commentato l’artista nelle Stories di Instagram.

E in Italia? Iniziano a tremare i polsi delle grandi agenzie di live, già duramente compromesse dalle misure di contenimento per evitare il contagio, come ha già denunciato il presidente di Assomusica (l’associazione degli organizzatori e dei produttori di spettacoli di musica dal vivo, ndr) Vincenzo Spera: “La situazione dei concerti live in Italia è vicina al default. In questo momento circa 3.000 concerti sono stati rinviati o cancellati: di questi, il 60% è stato riprogrammato e il 17% è stato annullato. Dalle stime fatte in questi giorni ci troveremo ad affrontare una perdita di circa 40 milioni di euro, dal periodo dell’inizio delle ordinanze fino al 3 di aprile”.

Al di là dei concerti previsti per queste settimane e già riprogrammati per il prossimo autunno, sono i numerosi grandi eventi di giugno-luglio che preoccupano. Ci ha pensato subito Tiziano Ferro, durante la diretta Facebook con Laura Pausini, a spiegare la situazione attuale del suo tour negli stadi, al via con la data zero del 30 maggio a Lignano Sabbiadoro: “Navighiamo a vista giorno per giorno. Per ora non ci sono cancellazioni. Continuo a cantare, scrivere la scaletta, ho fatto l’intro e lavorato con gli scenografi”.

Come naviga a vista l’agenzia Live Nation (che si occupa anche del tour di Ferro), che per adesso non rilascia dichiarazioni sui mega eventi che ha già organizzato. Quindi, per adesso, risultano confermati Firenze Rocks dal 10 al 13 giugno, gli i-Days di Milano del 12 giugno, il Rock in Roma al via dal 13 giugno (organizzato da The Base) e poi ancora il tour di Vasco Non Stop Live Festival dal 10 giugno, e il tour negli stadi di Cesare Cremonini dal 21 giugno. I biglietti sono ancora in vendita.

Anche Vivo Concerti ha in programma alcuni grandi concerti, come il tour negli stadi di Ultimo, al via con la data zero a Bibione il 29 maggio, mentre Salmo toccherà lo stadio di Bibione il 9 giugno e San Siro a Milano il 14 giugno. Poi ci sono anche il Lucca Summer Festival, organizzato da D’Alessandro & Galli, al via il 13 giugno, il Milano Summer Festival parte il 10 giugno (organizzato dal Fabrique). Infine Radio Italia Live si terrà a Milano il 7 giugno e a Palermo 28 giugno, ma sono due concerti gratis, quindi qualsiasi cosa accada gli spettatori non ci rimetteranno in termini di soldi.

Davvero tanti, quindi, i concerti e i Festival previsti tra soli tre mesi e se già in America come nel Regno Unito si annullano eventi, vista la propagazione della situazione legata al Coronavirus, c’è da capire cosa accadrà nel nostro Paese dal 3 aprile in poi. C’è, infatti, da più parti la volontà di estendere le misure proibitive e di contenimento dei decreti del Governo per qualche altra settimana e proprio in quel momento sarà molto probabile che le agenzie live dovranno correre drammaticamente ai ripari. Nessun medico, né scienziato è in grado di poter affermare in quanto tempo si potrà tornare alla “normalità” e soprattutto se sarà possibile consentire l’assembramento di un grande numero di spettatori in un solo posto.

L’altra domanda da porsi è: in quanti rinunceranno ai biglietti già comprati per la paura post Coronavirus? Di certo al momento sul tavolo degli organizzatori dei concerti ci sono diverse ipotesi in campo, tutte volte a cercare di contenere il più possibile gli inevitabili contraccolpi economici. Non sembra comunque improbabile che – nella più terribile delle ipotesi – alcuni calendari siano annullati ed eventi e festival posticipati ai mesi successivi o al 2021. Rispetto ai festival che vedono la presenza di artisti internazionali, tra l’altro, non sarebbe nemmeno detto che tutti gli artisti possano confermare la presenza in caso di posticipi. Restiamo in attesa dei prossimi sviluppi. Come scriveva Lorenzo Il Magnifico: “Del doman non v’è certezza”.

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