“Un razzista reazionario“. Così Bernie Sanders ha definito Benjamin Netanyahu, il primo ministro israeliano. Il candidato democratico alla Casa Bianca, che è di origine ebraica, ha inoltre assicurato che una volta eletto riporterà l’ambasciata degli Stati Uniti da Gerusalemme a Tel Aviv, rovesciando la decisione di Donald Trump considerata da palestinesi e oppositori al governo d’Israele una provocazione. Il ministro degli Esteri di Tel Aviv, Israel Katz, ha definito “scioccanti” le affermazioni di Sanders.

Il senatore del Vermont ha sottolineato che “deve essere assicurata l’indipendenza e la sicurezza di Israele, ma non si può ignorare la sofferenza del popolo palestinese”. Alla Radio Militare, il ministro degli Esteri ha dichiarato che le affermazioni di Sanders sono “le sue seconde contro lo Stato di Israele su temi che sono la base del credo ebraico, della storia ebraica e della sicurezza di Israele. La prima volta ha parlato di Gaza senza comprendere la realtà, la minaccia, i razzi e quello che fronteggiamo in quanto attaccati dall’Islam radicale e per il fatto che ci difendiamo”.

“Quello che vuole è negarci il diritto all’autodifesa“, ha continuato Katz. “E ora Gerusalemme. Non c’è ebreo che non abbia sognato per millenni il ritorno a Gerusalemme. Penso che il presidente Trump abbia fatto una cosa importante”.

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