Prima invoca la volontà di “mettere in quarantena le polemiche politiche” interne al governo, nel nome del rispetto delle istituzioni, vista l’emergenza coroanavirus che sta attraversando il Paese. Poi, però, dal palco dell’assemblea nazionale di Italia Viva a Roma, Matteo Renzi rilancia i quattro punti su reddito, cantieri, giustizia e ‘sindaco d’Italia’, condizioni considerate dall’ex premier necessarie per restare in maggioranza. E, in attesa del confronto con Conte, non mancano gli attacchi alla maggioranza, soprattutto rivolti verso gli ex colleghi del Pd: “Ci mostrano cattivi, siamo solo riformisti. La battaglia sulla prescrizione è solo una delle tante che faremo. I nostri ex compagni che teorizzavano l’incostituzionalità della proposta Bonafede oggi sono costretti da pseudo ragioni di Stato, che sanno molto di opportunismo politico, a votare insieme a Bonafede per confermare quelle leggi che volevamo cancellare”. E sull’accusa di voler soltanto alzare la posta sulle nomine: “Quando governavamo noi abbiamo messo persone serie, non mi interessa per chi votano”.

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