Mentre in Italia si registrano i primi contagi da coronavirus avvenuti sul territorio nazionale, in Cina il numero dei morti è arrivato a 2.233 persone, con 115 nuovi decessi solo nelle ultime 24 ore e 889 nuovi casi. Tra le vittime anche un giovane medico, che aveva deciso di rinviare le nozze per essere in prima linea nell’emergenza. Al dato sui contagi confermati si aggiungono 1.614 casi sospetti, mentre 2.109 persone sono state dimesse dagli ospedali del Paese. Fuori dai confini della Cina sono morte 11 persone: a Taiwan, in Francia (un turista cinese di 80 anni) a Hong Kong, nelle Filippine, in Giappone e in Iran, dove sono morte 5 persone e 750 casi sospetti.

Gli italiani a bordo della Diamond Princess stanno per tornare in Italia: è decollato da Tokyo l’aereo con i 19 italiani sbarcati dalla nave Diamond Princess. Il volo, organizzato dall’Unità di Crisi della Farnesina, farà scalo a Berlino per arrivare nelle prime ore di domani a Roma. Oltre agli italiani, riporterà a casa anche 18 cittadini di vari Paesi europei che raggiungeranno le rispettive capitali. I passeggeri a bordo dell’aereo sono stati sottoposti a un doppio test dal team medico della Difesa presente sul posto e sono tutti risultati negativi al virus.

In Cina – La crisi del coronavirus non ha toccato il picco: “Il punto di svolta nello sviluppo della situazione nazionale dell’epidemia non è ancora arrivato”, ha dichiarato il Politburo del Partito comunista cinese al termine di un vertice “La prevenzione dell’epidemia e il controllo della situazione nella provincia dell’Hubei e nella città di Wuhan resta ancora grave e complessa”. Pcc e governo non dovrebbero allentare gli sforzi, ma “consolidare incessantemente gli obiettivi raggiunti e accrescere i successi della battaglia”. La principale preoccupazione ora, è, l’esplosione di un nuovo focolaio di contagi a Pechino: giovedì sono stati registrati 36 casi nuovi nella capitale, un rapido aumento dai 9 delle ultime due settimane.

Focolaio in Iran– Sono 5 i morti per contagio da coronavirus in Iran, oltre a 13 contagi e 750 i casi sospetti. Lo ha detto il ministro della Salute turco Fahrettin Koca, dopo una telefonata con il suo omologo iraniano Said Nemeki. “Siamo preoccupati per l’aumento dei contagi” ha ammesso l’Oms da Ginevra. Tutti i passeggeri in arrivo con voli dalla Repubblica islamica sono inoltre sottoposti da ieri sera a controlli rafforzati. Alcuni media locali ipotizzano tuttavia che i malati e le vittime siano molto di più di quelli ammessi dalle autorità. L’epicentro dell’epidemia nel Paese è a Qom, città di un milione di abitanti nel nord-ovest dell’Iran, 140 km a sud di Teheran. Nella città santa sciita oggi scuole e università sono rimaste chiuse. “Ci aspettavamo – ha sottolineato – che il virus entrasse nel Paese ed è arrivato, fortunatamente in ritardo rispetto ad altri Paesi coinvolti. Naturalmente non ci sono preoccupazioni e abbiamo preso tutte le misure di controllo”. Le due vittime, ha sottolineato il viceministro della Sanità Qasim Jan Babaei, erano in età avanzata e con “deficienze immunitarie”.

La Corea del Sud Il Korea Center for Disease Control and Prevention ha confermato altri 48 casi di coronavirus, facendo salire il totale a 204. Ma le autorità assicurano che la situazione è “gestibile”, malgrado i contagi si siano quadruplicati in soli tre giorni. Diverse decine di nuove infezioni sono legate alla Chiesa di Gesù Shincheonji, a Daegu: insieme a Cheongdo è stata definita “zone di attenzione speciale” dopo il balzo dei casi di contagio da coronavirus. Il sindaco della quarta città del Paese, con 2,5 milioni di abitanti, ha detto che 135 membri della congregazione hanno i sintomi del virus, mentre sono in corso le ricerche di altre 57 persone.

Riunione emergenza in Africa – Domani l’Organizzazione Mondiale della Sanità avrà “una riunione d’emergenza con i ministri della Salute africani”. Lo ha annunciato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus: “La nostra preoccupazione continua ad essere la diffusione del coronavirus in Paesi che hanno un sistema sanitario più debole“.

L’Oms ha anche avvertito che la “finestra” per contenere l’epidemia di coronavirus si sta “restringendo“, e anche se l’epidemia può essere ancora contenuta, bisogna prendere misure rapide: “Per questo abbiamo invitato la comunità internazionale ad agire rapidamente, anche in termini di finanziamenti, ma non è quello che stiamo vedendo”.

Sbarcano i passeggeri della Diamond Princess – Dopo la Cina, il Paese più colpito dall’epidemia è il Giappone, con 700 casi confermati – per la maggior parte a bordo della nave Diamond Princess – tre morti: una è una donna di 80 anni a Kanagawa, a sud di Tokyo, gli altri due sono una coppia, marito e moglie di 87 e 84 anni, che si trovavano a bordo della nave crociera. I coniugi sono morti dopo essere stati trasportati d’urgenza in un centro ospedaliero. Le autorità nipponiche hanno confermato tre nuovi casi anche sulla terraferma, anche in regioni dove fino ad ora non era arrivato il contagio. Alcuni Paesi si sono attivati con charter per rimpatriare i propri cittadini – come Canada, Stati Uniti e Australia. Undici dei 13 americani evacuati dalla Diamond Princess, in osservazione all’ospedale dell’Università del Nebraska, sono risultati positivi. I passeggeri rimasti sulla nave stanno sbarcando a scaglioni, con alcune eccezioni: ogni passeggero risultato negativo ai test che abbia condiviso la cabina con un passeggero infetto rimarrà a bordo della nave per altri 14 giorni. Fino ad oggi le infezioni accertate sulla nave da crociera ancorata nella baia di Yokohama sono arrivate a 634.

Una passeggera della nave, rientrata oggi in Israele dal Giappone, è risultata essere positiva agli esami e si trova in totale isolamento. Lo ha reso noto il portavoce del centro medico di Tel Aviv dove sono stati ricoverati gli 11 israeliani che si trovavano a bordo di quella nave. Le analisi condotte sugli altri passeggeri sono invece risultate negative.

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