Bagarre a “L’aria che tira” (La7) tra l’ex segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati, e l’imprenditore Gian Luca Brambilla.
Nodo focale del dibattito: il sistema fiscale italiano. Cofferati auspica che il fisco abbia una dimensione progressiva rispetto ai redditi sui quali interviene. Ma viene vivacemente contestato da Brambilla, secondo il quale la progressività fiscale penalizzerebbe chi fa più ore lavorate e svolge un secondo lavoro, perché in questo modo pagherebbe più tasse.

“Lei sta dicendo che in Italia, con questa logica della progressività, è vietato impegnarsi e voler lavorare – accusa l’imprenditore brianzolo – “Sta in questo la falsità ideologica della sua tesi”.
“Ma non diciamo sciocchezze, su”, ribatte Cofferati.
Il battibecco va avanti per alcuni minuti, Brambilla definisce ‘stupidaggini’ le affermazioni di Cofferati e l’ex sindaco di Bologna osserva: “Se uno può lavorare due volte al giorno, è perché lo può fare. Le assicuro che un operaio che lavora davanti a un altoforno in una industria siderurgica non riesce a lavorare la notte“.
“Venga con me, così le faccio vedere gli operai che lavorano fino a mezzanotte”, insorge Brambilla.
“No, non vengo con lei, non si preoccupi – replica Cofferati – Starò lontano da lei”.
“Eh, anche io sto lontano da lei”, controbatte l’imprenditore.

La polemica ha un secondo match nel finale, quando Brambilla biasima ancora l’ex europarlamentare: “Noi per colpa della logica di Cofferati dobbiamo tenere tutti i dipendenti in un range rigidissimo. E invece dobbiamo respirare di più, abbiamo bisogno di più spazio. Dobbiamo, cioè, avere la possibilità di dire: ‘Sei un lazzarone? Fuori dai maroni. Sei bravissimo? Ti pago molto di più’. E invece con le logiche sindacali che abbiamo, non abbiamo questa possibilità”.
Cofferati risponde: “Veramente la mia rigidità non c’è più. E’ stata cancellata dal Jobs Act“.
E meno male – commenta Brambilla – Con 20 anni di ritardo grazie a lei“.
Ma Cofferati non ci sta: “In realtà, il vero problema di questo Paese è la mancanza di rispetto tra gli interlocutori, come il dottor Brambilla dimostra quotidianamente. Peraltro, lui è un imprenditore che frequenta molto la televisione e poco la sua azienda“.
“Sono sfinito”, ribatte Brambilla.

“Certo, si vede – ironizza l’ex dirigente sindacale – Fisicamente lei è la dimostrazione di quanto il lavoro logori“.
“Non giudichi dalle apparenze, perché sta dicendo una stupidaggine – replica l’imprenditore – Ho fatto 7 mesi in ospedale, grazie a gente come lei, che mi ha accusato di porcherie e mi sono ritrovato la GdF a casa mia nel giorno in cui mia figlia stava per fare l’esame di maturità”.
Interviene la conduttrice Myrta Merlino per placare la querelle. E Cofferati commenta: “Obiezione accolta. Ma sentirsi insultare, cara Myrta, non è esattamente la cosa migliore. Faccio notare che io non ho insultato, mentre quel signore lì lo sta facendo dall’inizio della trasmissione”.
“Io non ti ho insultato”, si difende Brambilla.
Insulta e neanche se ne accorge – chiosa Cofferati – Questo è grave. Bisogna che vi poniate il problema. Controllateli prima”.

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