Anche Rete ferroviaria italiana, oltre ai 5 operai, è indagata per il deragliamento del Frecciarossa avvenuto giovedì scorso. Lo rende noto la Procura di Lodi spiegando che Rfi è indagata sulla base della legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Si tratta, da quanto trapela dagli uffici giudiaria, “di un atto necessario per lo svolgimento, in forma garantita, degli accertamenti tecnici irripetibili” che dovranno essere svolto sul convoglio.

La Procura ha dato incarico a due consulenti che dovranno occuparsi di verificare le cause dell’incidente. Sono gli stessi periti incaricati, a suo tempo, dalla Procura di Milano per il disastro di Pioltello del 25 gennaio 2018, e cioè gli ingegneri Roberto Lucani e Fabrizio D’Errico.

Secondo i primi elementi emersi dall’inchiesta sullo scambio che avrebbe originato l’incidente hanno lavorato due tra i 5 operai indagati. Gli altri tre erano in squadra con loro ma non hanno agito in prima persona sullo scambio. Questa prima ricostruzione è stata resa dagli stessi lavoratori. Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera gli stessi operai indagati hanno avanzato l’ipotesi che a causare il disastro non sia stato un errore umano, ma un difetto di fabbricazione dei pezzi di ricambio installati: il sensore che avrebbe dovuto indicare la corretta direzione dello scambio – spiega il Corriere – potrebbe essere installato ma disattivato. L’iscrizione nel registro degli indagati dei cinque lavoratori, si legge nell’avviso di garanzia, è dovuta al fatto che tutti, secondo la Procura di Lodi, “non avrebbero svolto l’attività in modo adeguato”. I cinque sono accusati di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose

Come ha raccontato Il Fatto i lavori sul deviatoio 5 di Livraga erano non ordinari e gli operai nelle ore precedenti avevano già fatto tre interventi sulla stessa tratta. Vi era dunque un’emergenza e la necessità di fare in fretta. I lavori come recita il fonogramma inviato alla centrale operativa di Bologna terminano alle 4,45, e cioè 25 minuti prima che il treno parta dalla stazione centrale di Milano. La notte di giovedì il deviatoio 5 presentava due problemi: uno meccanico e uno elettrico. Il primo riguardava il meccanismo che apre e chiude lo scambio. Meccanismo composto da tre elementi. Gli operai hanno sostituito il primo, quello più importante. E nonostante ciò il problema è continuato sotto il profilo elettrico. Per questo si è scelto di riportare lo scambio nel “giusto tracciato”, ovvero in posizione dritta rispetto al senso di marcia del treno e lo si è fatto dalla centralina presente nella palazzina di Livraga. Dopodiché è stata tolta la corrente. Un particolare di non poco conto perché la disalimentazione del deviatoio lo ha cancellato dalla rete informatica dell’alta velocità. Toccherà ai consulenti effettuare adesso le analisi tecniche.

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