Un’apertura di mercato “senza infamia e senza lode” quella del 2020 per l’auto, secondo l’analisi del presidente del Centro Studi Promotor Gian Primo Quagliano. Verrebbe da pensare che il segnale sia ben più negativo, visto il calo di immatricolazioni del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2019, per un totale di 155.528 autovetture (165.271 quelle immatricolate a gennaio dello scorso anno).

Però Quagliano ricorda che al netto di due fattori piuttosto rilevanti, i risultati tratteggiano un quadro piuttosto in linea con quello di apertura del 2019. Infatti il primo mese del 2020 da un lato ha subito lo scarto di un giorno lavorativo in meno – che in termini di vendite rappresenta circa il 4,5% – e dall’altro ha avuto l’ammanco di stock di autovetture che, per non contravvenire alle nuove normative europee anti-inquinamento, sono state smaltite dai costruttori entro il mese di dicembre.

Intanto, stando ai dati ufficiali del Ministero dei trasporti, nello scorso mese è crollata la domanda dei privati (-14%) cui è seguita una perdita di quota di mercato del 5,5%: meglio il mercato dei noleggi, che hanno registrato una crescita del 18% e 40 mila autovetture immatricolate; allo stesso tempo diminuiscono del 4,3% le vendite a società, una flessione che probabilmente ha risentito anche della nuova tassazione dell’auto aziendale contenuta nell’ultima Finanziaria.

Guardando alle alimentazioni, invece, risultano in calo sia diesel (-23%) con 52.000 unità, sia benzina (-3%) con 73.000; quanto alle alimentazioni alternative, crescono le ibride, che conquistano il 10% di quota di mercato con 15.600 auto immatricolate (+82% rispetto allo scorso anno) e l’andamento resta positivo anche per le elettriche, con 1.900 vetture e una quota dell’1,2%. Bene anche per il metano (+136%) ma non per il Gpl, che perde il 21% di immatricolazioni.

E sui dati relativi alle vendite per motorizzazioni, Michele Crisci, Presidente dell’Associazione delle case automobilistiche estere, precisa che le incertezze nei provvedimenti a livello comunale e regionale per quanto riguarda i blocchi alla circolazione “hanno impattato e stanno impattando in termini gravemente negativi sui consumatori e sul mercato, con cancellazioni di ordini e ripensamenti da parte di acquirenti di auto diesel Euro 6, nuove e in linea con le più recenti normative in termini di emissioni”.

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