Arrivano i test per stabilire l’eventuale consumo di droga e alcol nelle scuole medie e superiori della città di Verona. Un protocollo siglato tra azienda sanitaria, Comune, polizia locale e ufficio scolastico permetterà dalla prossima settimana di dare il via ad un’azione di controllo sui ragazzi che volontariamente si sottoporranno, su consenso dei genitori, ai test. Un’azione di prevenzione che è accompagnata da quella repressiva voluta dall’assessore alla Sicurezza Daniele Polato che prevede l’uso dei cani antidroga anche nelle classi e sui bus usati dagli studenti.

“Mamme e papà dovranno dire se sono d’accordo che i loro figli vengano sottoposti al drug test – dice Giovanni Serpelloni, direttore del Dipartimento dipendenze dell’Ulss 9 – Il consenso dev’essere dato da entrambi i genitori. Nessuno, anche se il genitore autorizza, può essere sottoposto al test se non lo vuole. È anonimo: nessun dato relativo ai risultati verrà trasferito agli organi istituzionali della scuola. I risultati saranno consegnati solo ed esclusivamente ai genitori e all’interessato. Viene eseguito su un campione urinario per ricostruire le 3-4 settimane precedenti e viene fatto con un multi-test su dieci sostanze. Contemporaneamente faremo anche un alcool test sul respiro”. Tutto ciò non potrà mai dare origine a provvedimenti disciplinari da parte della scuola. Il test, per una questione economica, non verrà fatto su tutti i consenzienti ma su un campione del 35 per cento di alunni scelti a random. L’esame sarà fatto all’interno della scuola che dovrà essere attrezzata di un’infermeria. Il tutto verrà svolto da personale sanitario.

Il risultato sarà disponibile entro 3 minuti e se il test è positivo parte una verifica di secondo livello in laboratorio. “L’intento – continua Serpelloni – non è quello di fare una caccia alle streghe ma di sensibilizzare i genitori ad un’attenzione maggiore anche attraverso l’uso di strumenti diagnostici come si farebbe per qualsiasi altra malattia. Il dato sconcertante è che per una patologia così importante che può invalidare la vita di una persona, dal momento del primo uso di sostanze a quello del primo accesso al servizio passano 6-8 anni”. Un’iniziativa che nasce da dati e informazioni già in mano all’azienda sanitaria: “Si è visto da varie indagini – specifica il direttore del Dipartimento dipendenze – che abbiamo fatto nella scuola che il 30 per cento su un campione di 2mila persone almeno una volta aveva fatto uso di droga. Il Comune ha cominciato a fare degli accertamenti con i cani antidroga e sono emersi dei dati preoccupanti. A questo punto insieme all’Ufficio scolastico regionale abbiamo pensato ad un piano di prevenzione a più mani”.

Un approccio condiviso dall’assessore Polato: “È il frutto di una progettualità che come amministrazione abbiamo messo in campo dall’inizio del mandato. Abbiamo constatato che la droga ormai è entrata nelle scuole a partire dalle medie. Abbiamo fatto un’azione informativa con la collaborazione dei presidi, per poi passare al controllo e alla repressione che ha portato all’istituzione dell’unità cinofila della polizia locale. Avremo tre unità entro la fine dell’anno. Oggi il percorso dello studente minore che si avvicina al plesso scolastico viene controllato e in più siamo riusciti a permettere i controlli all’interno delle scuole”.

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