Rimini per Federico Fellini era un “pastrocchio, confuso, pauroso e tenero, davanti al grande respiro del mare”. Che non ci tornasse mai volentieri non è affatto un mistero. La sua città, del resto, se l’era portata via la guerra molti anni prima. E anche quella di Amarcord, ricostruita interamente a Cinecittà, altro non era che una dimensione della memoria. Ad Ostia, dove ambientò i suoi Vitelloni, ritrovò infatti una Rimini “nettata dagli umori viscerali, senza aggressioni e sorprese”. Insomma, una ricostruzione scenografica, e soprattutto innocua, del paese della memoria. Perché per Fellini, e in questa frase c’è tutta la sua eredità artistica, nulla si sa e tutto s’immagina.

Eppure, a 100 anni dalla nascita del grande regista, una Rimini così felliniesque – tanto per rispolverare un aggettivo coniato per lui dagli americani – forse non l’avrebbe mai immaginata. Sarà per questo che solo un mese fa la celebre rivista Forbes titolava: “Rimini, il nuovo Rinascimento ispirato a Fellini”. Ma la riappacificazione con la città – se di riappacificazione si può parlare dopo gli anni nefasti della Fondazione – era iniziata già nel gennaio 2018 con la ristrutturazione del Fulgor, il “cinema più famoso del mondo” dove il giovane Federico vide sulle ginocchia del padre il suo primo spettacolo: Maciste all’Inferno.

E ora, proprio nell’anno del centenario, il regalo più grande potrebbe arrivare dall’inaugurazione di un grande museo dedicato interamente al Maestro. Un mix di poesia e tecnologia articolato su tre driver: Palazzo Valloni (che al piano terra ospita già il Fulgor), Castel Sismondo e tutta l’area urbana antistante, pronta a trasformarsi in una vera piazza dei sogni con scenografie visionarie e installazioni tratte dai suoi film. L’effetto onirico è assicurato. Perché non sarà soltanto un sacrario, aveva ribadito solo qualche mese fa il sindaco Andrea Gnassi. Il concept innovativo, per non abusare troppo del termine visionario, è quello di un’immersione totale nelle suggestioni felliniane. Di più: Fellini come chiave universale del “tutto s’immagina”, strumento di connessione con l’arte, non solo cinematografica, proveniente da tutto il mondo e da ogni epoca.

“Perché questo – ha detto ancora il sindaco – sarà un museo unico al mondo”. Con un obiettivo dichiarato, in termini di presenze turistiche, decisamente alto: oltre 400mila visitatori all’anno. Intanto anche la mostra itinerante a Castel Sismondo, “Fellini100 Genio immortale”, che dopo Rimini traslocherà prima a Roma, poi a Los Angeles, Mosca e Berlino, ha già registrato code per tutto il periodo natalizio. “Marcello, come here”, si ode varcando la prima porta. È la voce di Anita Ekberg che invita Mastroianni a entrare dentro la Fontana di Trevi, ne La Dolce Vita. Si avvicina così il giorno del “Buon compleanno Federico” che il 20 gennaio, sotto l’effige del logo disegnato da Paolo Virzì (ispirato alla foto di Tazio Secchiaroli sul set di 8 e ½), vedrà la città romagnola festeggiare attorno ad una mega torta nel giardino di Piazza Malatesta.

A due passi dal Teatro Galli dove in serata salirà sul palco il Maestro Vince Tempera che con la Symphonitaly Orchestra omaggerà Fellini attraverso le musiche di Nino Rota e le colonne sonore tratte dai suoi film. Ma sarà solo uno degli appuntamenti che, non solo in questi giorni ma durante tutto il 2020, comporranno la programmazione del centenario. Già dal giorno prima, il 19 gennaio, sullo stesso palco Ezio Bosso – accompagnato dalla European Philarmonic Orchestra – racconterà i grandi geni della musica spaziando da Bach a Mozart. Il 22 gennaio arriverà invece lo scrittore francese Daniel Pennac per presentare lo spettacolo tratto dal suo ultimo libro “La legge del sognatore”.

Non solo Rimini. Sul sito fellini100.beniculturali.it si possono già trovare una settantina di eventi ufficiali, tra spettacoli, mostre e rassegne, programmati per il 2020 in tutto il mondo. Da Milano a Rabat, da Bogotà a Rio de Janeiro. E proprio in questi giorni molti Istituti italiani di Cultura all’estero, sollecitati dal Comune di Rimini attraverso l’invio di alcuni bozzetti tratti dal Libro dei Sogni, hanno comunicato che proprio il 20 gennaio organizzeranno proiezioni e piccole retrospettive per celebrare, ognuno a modo proprio, questo importante anniversario. Da Lisbona a New York, una quarantina circa sparsi in tutto il mondo, hanno già risposto presente. “Siamo tutti figli di 8 e ½”, ebbe a dire una volta Woody Allen.Perché Fellini, fonte d’ispirazione per registi del calibro di Martin Scorsese, resta soprattutto patrimonio dell’umanità.

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