Elezioni regionali in Emilia Romagna? Salvini dice che, se vince la Lega, è pronto a mandare la lettera di sfratto a Conte. Ma mi aspetterei che dicesse anche: ‘Se perdiamo, me ne vado io’“. Sono le parole pronunciate a “Otto e mezzo”, su La7, dal direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che spiega: “Conte non ha fatto neanche un comizio in Emilia Romagna, Salvini invece ne ha fatti già 50 e quasi tutti senza la Borgonzoni. Quindi, la campagna elettorale la sta facendo lui. A nessun elettore dell’Emilia Romagna viene in mente di andare a votare su Conte. Sa che dovrà votare su Bonaccini o su Salvini. Qualcuno che si fa illudere, invece, pensa anche alla Borgonzoni, ma Conte è proprio fuori dai radar in Emilia Romagna”.

Travaglio analizza la strategia politica del leader della Lega: “Salvini si è reso conto che non può andare avanti per anni a gridare alle elezioni e a chiedere al ‘popolo’, come lo chiama lui, pensando di avercelo tutto dalla sua parte, di mandarlo al governo, dove lui stava indisturbato fino all’8 agosto. Salvini non può gridare al tradimento degli altri, quando l’unico che ha tradito il patto di governo è stato lui. A me sembra un po’ un’anima in pena che cerca una bussola. Un mese fa ha proposto un governissimo con tutti dentro per riscrivere le regole e salvare l’Italia – continua – E la Meloni ha detto: ‘Ma in quale film?’. Credo che a Salvini farebbe molto bene non dico a ritirarsi in un convento, ma almeno ad andare a Medjugorje, visto che lui ha un filo diretto con la Vergine. Insomma, dovrebbe andare da qualche parte dove fare quella elaborazione e riflessione che gli suggeriva Giorgetti. Vedo Salvini disorientato, il che è confermato anche dal fatto che la Meloni gli stia fregando qualche punticino nei sondaggi. Quando finirà la campagna elettorale in Emilia Romagna, lui dovrà trovare qualcosa da dire. Il suo problema è che in questo momento non ha nulla di forte da dire“.

Il giornalista, infine, si esprime sula vicenda Gregoretti: “Ci sono due abusi. Uno è quello di Salvini, che invoca il popolo a proposito di un processo penale. Non si fanno i referendum popolari sui processi, anche perché nei referendum popolari vince sempre Barabba, com’è noto. Poi c’è il centrosinistra che teme che Salvini utilizzi per la campagna elettorale il processo e quindi vuole rinviare la votazione. Bisognerebbe lasciar fuori popolo e politica e fare una decisione tecnica. E’ buon uso che un politico si faccia giudicare dai magistrati come gli altri cittadini. E il Parlamento non deve ultra-sputtanarsi, continuando a salvare i suoi membri a maggioranza“.

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