Sono sette le perquisizioni domiciliari effettuate la mattina di giovedì dalla Polizia nell’ambito dell’ incendio doloso appiccato lo scorso Capodanno in via Gola, a Milano, durante il quale i vigili del fuoco intervenuti vennero intimiditi e aggrediti. Gli indagati, al momento, sono nove, mentre le persone identificate dalla questura, tutti frequentatori della zona, sono state dieci. Perquisiti quattro adulti e tre minorenni. Le abitazioni si trovano in via Pichi, via Gola, via Ascanio Sforza, via Ripamonti e via Martiri di Cefalonia. Quella in via Gola e due di quelle in via Pichi erano occupate abusivamente. Due dei tre minorenni appartengono alla band ‘latinos’ che suonava alla festa poi degenerata nell’incendio. Le accuse, a vario titolo, sono di incendio doloso, resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e furto aggravato per aver preso le chiavi di accensione del mezzo dei pompieri.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

MANI PULITE 25 ANNI DOPO

di Gianni Barbacetto ,Marco Travaglio ,Peter Gomez 12€ Acquista
Articolo Precedente

Foggia, bomba esplosa davanti a un centro anziani: il responsabile delle risorse umane aveva già subito attentato

next
Articolo Successivo

Decreto sisma, c’è un buco: rimozione delle macerie bloccata. Conte assicura soluzione in Milleproroghe. Le aziende: “Troppo tardi”

next