Sul palco delle Sardine a Bologna ci sarà anche Pif. Il regista siciliano ha annunciato la sua presenza, confermata anche sulla pagina Facebook del movimento, alla manifestazione del 19 gennaio in programma proprio nel capoluogo emiliano, dove tutto è iniziato: “Mi hanno telefonato dando per scontato che sposassi la causa. E hanno fatto bene. Finalmente mi sento meno solo“, ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera. Per Pif le Sardine meriterebbero un film: “In America su tutto questo ci avrebbero già fatto un film. Di colpo mi ritrovo tra tanta gente che ha voglia di manifestare perché non si riconosce in una certa politica. Questi ragazzi hanno portato a casa un successo enorme: qualunque cosa diventeranno, nulla sporcherà la loro partenza”.

Per Pierfrancesco Diliberto – in arte Pif – le piazze non sono una novità: “Partecipo alle manifestazioni antimafia, che trovo quasi sempre inspiegabilmente deserte“. Così la chiamata delle Sardine lo riempie di entusiasmo: “Ho già pronto l’abbigliamento: ho comprato online una maglietta con la scritta Bologna Padania. Mi piace vestire vintage. Scendere in piazza è meraviglioso e importantissimo: perfino la mafia le temeva. Questi ragazzi hanno fatto tornare le persone a manifestare in un’epoca in cui il massimo sforzo è mettere un like“.

E quando gli chiedono se Matteo Salvini e le Sardine sono due cose opposte, lui risponde così: “Parlo a nome mio, però, certo, si fatica a immaginare Salvini tra le Sardine. È il simbolo di quella politica che mettiamo in discussione e che riteniamo pericolosa. Ma non si può ridurre tutto a un movimento anti-Salvini. Lui le Sardine le ha fritte. Però i numeri contano e Salvini lo sa”. Per poi puntualizzate: “Poi dai, quando aveva l’età delle Sardine lui tirava le uova in faccia a D’Alema: noi non siamo così”. Per questo Pif non riconosce il suo Sud, dove il consenso alla Lega è cresciuto negli ultimi anni: “Proprio non li capisco: ci insultava fino a ieri. Del resto il meridione non sarebbe il meridione, non saremmo ridotti così”.

Il regista siciliano, per ora, è uno dei pochissimi volti dello spettacolo che ha preso posizione: “Negli Usa De Niro addirittura insulta Trump, In Italia invece è diverso: lo spettacolo è legato alla politica. So per certo di aver pagato le mie prese di posizione, ma ho le spalle larghe per andare avanti. Certo, a volte ho un tempismo che mi dico: sei proprio un cretino. Ma se sono arrivato fino a qui è perché sono fatto così”. Sul palco bolognese, tuttavia, non sarà da solo: con lui anche i gruppi musicali Subsonica e gli Afterhours.

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