“La carne non è tutta uguale”. E mette in bella mostra un cartellone pubblicitario con due fondoschiena femminili: uno giovane e tonico, l’altro un po’ più maturo e con la cellulite. È accaduto a Misano Adriatico in provincia di Rimini. L’autore è Davide Ugolini, proprietario della macelleria/gastronomia omonima della cittadina romagnola. Ugolini ha creato da sé l’idea grafica del manifesto pubblicitario di sei metri per tre, facendolo poi affiggere a ridosso del casello autostradale di Riccione. Lo stesso Ugolini si è fatto ritrarre sorridente in tenuta da ciclista davanti al cartellone pubblicando la foto sui social e, come riporta Il resto del Carlino Rimini, ha dichiarato: “Qualcuno o qualche donna potrebbe dire ‘come si permette a fare una simile pubblicità?’. Ma, dico io, la carne non è tutta uguale. Ci sono delle differenze, e con questa pubblicità volevo rifarmi a queste. Per noi la qualità viene prima di tutto”.

Se così il cartellone in posizione strategica è stato impossibile da non notare, la foto del proprietario ha girato parecchio sui social provocando parecchie proteste. Tanto che gli Ugolini hanno deciso di rimuovere il manifesto annunciando la loro decisione autocensoria su Facebook e scusandosi verso chi si è sentito offeso. “Apprendiamo con piacere direttamente dagli interessati che sono stati rimossi i cartelli pubblicitari tema di discussione in queste ore”, hanno spiegato in un comunicato dalla commissione delle pari opportunità del comune di Misano. “È importante infatti che chi li ha ideati abbia compreso che questo tipo di pubblicità è non solo offensiva nei confronti delle donne, ma soprattutto un cattivo esempio per i nostri ragazzi che cerchiamo di educare al rispetto ogni giorno anche all’interno delle nostre istituzioni scolastiche. Questi stereotipi di genere che qualcuno ironizzando ha banalmente definito divertenti sono al contrario di cattivo gusto, ma soprattutto non sono affatto innocui e pertanto vanno censurati”.

A quanto pare, però, Ugolini, che si definisce “la mente stravagante della famiglia” non è nuovo a pubblicità quantomeno bizzarre, comunque sempre con il pallino del confronto ossessivo tra carne animale e carne umana. Come ha spiegato al Carlino, il rampollo macellaio aveva recentemente ideato un altro manifesto dove era stato ritratto lui stesso a mezzo busto, nudo, con delle frecce disegnate per identificare i tagli della carne, dalle costolette al lombo sulle parti corrispettive del suo corpo.

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