“Non vado più in kart da più di un anno. Non ho più l’energia per farlo. Se lo faccio un giorno, resto sul divano per una settimana. Non riesco a fare le cose che mi divertono ed è un po’ frustrante perché non posso nemmeno mantenermi in forma”. A confessarlo è l’ex Campione del Mondo di MotoGp Casey Stoner che nel podcast “Rusty’s Garage” in cui ha rivelato per la prima volta il motivo per cui è stato costretto a ritirarsi dalle corse l’anno quando era all’apice della sua carriera, un anno dopo aver vinto il Motomondiale. Si tratta della sindrome da affaticamento cronico, una patologia che riesce a tenere sotto controllo con una serie di farmaci: è la stessa che nel 2009 lo costrinse a saltare alcune gare.

“Con questa stanchezza cronica non sono in grado di mantenermi in forma e in salute – ha spiegato Stoner -. Ho un problema abbastanza serio, perché le mie costole vanno fuori asse, ed essendo collegate alle vertebre mi causano anche dolore alla schiena. Si crea pressione sui dischi, facendo fuoriuscire un po’ di liquido. Questo a sua volta mette pressione sul nervo e genera degli spasmi. E ci vuole circa una settimana prima che le cose tornino alla normalità”.

Una condizione che lo limita nelle sue attività preferite, nella vita quotidiana, e naturalmente con i motori: “La prima volta che sono salito su una moto dal gennaio dello scorso anno, quando avevo fatto i test (a Sepang come collaudatore della Ducati, ndr) è stato un paio di settimane fa, negli Stati Uniti, per un evento Alpinestars – ha raccontato ancora il due volte Campione del Mondo -. Abbiamo fatto pochi giri, senza spingere, ma per me è già stato abbastanza. Sto assumendo alcuni farmaci e la situazione è migliorata, ma non sono ancora vicino a ricominciare ad allenarmi o a fare le cose che mi piacciono. Altrimenti devo stare fermo per una settimana, o almeno quattro o cinque giorni. E questo rende la vita difficile anche a mia moglie Adriana“, ha concluso.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Marracash senza filtri a Le Iene: “Quando ero piccolo avevo la mentalità di rubare qualsiasi cosa”

next
Articolo Successivo

Truffe telefoniche, tornano le chiamate a rischio: ecco cosa accade e come evitare di rimanere fregati

next