Ritorna il “Premio Musica contro le mafie”, il concorso nazionale che premia e sostiene la musica socialmente impegnata: l’appuntamento è a Cosenza dal 3 al 7 dicembre. Organizzata dall’associazione Musica contro le mafie, della rete di Libera fondata da don Luigi Ciotti, la rassegna è giunta alla sua decima edizione e darà spazio anche quest’anno a musicisti e gruppi di ogni genere ed età che vogliano diffondere messaggi positivi e tenere viva la memoria per trasformarla in strumento di impegno e di cittadinanza “attiva, critica e responsabile“.

Tra i protagonisti di questa decima edizioni ci sono The Zen Circus e Motta che ritireranno – con Willie Peyote – il Premio Speciale il 7 dicembre, poi ancora il giornalista Lirio Abbate, Giorgio Poi, Margherita Vicario e, ovviamente, don Ciotti. A completare la folta compagine musicale anche Mirkoeilcane, Maria Antonietta e La Rappresentante di Lista. Per cinque giorni, Cosenza diventa così teatro di incontri, proiezioni, giochi educativi, mostre, concerti, showcase e delle finali nazionali del Premio omonimo, condotte da Filippo Roma de Le Iene, finalizzati a tenere viva la memoria delle vittime innocenti di mafie. Un ciclo di racconti forti e costanti che evidenziano le storie importanti che hanno segnato la società civile del nostro Paese. Il tutto con la forza espressiva delle immagini, della parola e della musica per far riflettere, ricordare persone e veicolare messaggi profondi.

“Musica contro le mafie è un collettivo che diventa ogni anno più grande e più ricco, di donne e di uomini, di idee nuove, di energie giovani, di note sempre attuali che vanno oltre le persone che oggi rappresentano questo ‘Noi’, rendendolo un generatore di buone pratiche da contrapporre alla globalizzazione delle cattive idee – ha spiegato il direttore artistico e presidente dell’associazione Gennaro de Rosa -. E’ un progetto folle probabilmente… ed è proprio per questo che ci piace portarlo avanti!”. Qui il programma completo dell’evento.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Tra fantasie erotiche, fantozziani 2.0 e il dramma dell’emigrazione. Tre ritratti di vita odierna

next
Articolo Successivo

Firenze, il priore vieta di suonare il Requiem di Mozart a Santa Croce: “Era massone”. Muti: “E’ una pagina universale della cultura”

next