Cambia l’8 per mille. Un emendamento dei relatori al decreto fisco, approvato in commissione Finanze alla Camera, prevede che i contribuenti possano scegliere di destinare la quota del gettito Irpef di competenza statale a ristrutturazione, messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole. E lo Stato non potrà derogare utilizzando quelle somme per altri fini come la riduzione del deficit. Mentre si attendono le modifiche sulle nuove soglie penali per l’evasione fiscale, la maggioranza ha intanto raggiunto un accordo per rivedere la stretta sul versamento delle ritenute fiscali da parte di imprese appaltatrici e subappaltatrici: le commesse sotto i 200mila euro saranno risparmiate. Critici i sindacati, che avevano accolto con favore la stretta su un settore caratterizzato da un’alta incidenza di sfruttamento della manodopera e terreno fertile per il caporalato.

8 per mille a edilizia scolastica – L’utilizzo dei soldi dell’8 per mille statale per la scuola è previsto dal 2015, ma attualmente il totale che resta dopo il puntuale “prelievo” fatto per migliorare i saldi di finanza pubblica viene ripartito in quote uguali tra le cinque tipologie di destinazione ammesse a contributo (beni culturali, calamità naturali, fame nel mondo, assistenza ai rifugiati e appunto edilizia scolastica).

Allentata la stretta sulle ritenute negli appalti – Le commesse inferiori a 200mila euro saranno risparmiate dalla ‘stretta’ sulle ritenute su appalti e subappalti del dl fiscale. Esentate anche le imprese che non hanno pendenze con il fisco. E’ l’accordo raggiunto nella maggioranza per allentare le disposizioni dell’articolo 4 del decreto sull’obbligo per le imprese appaltatrici o affidatarie e subappaltatrici di versare tutte le ritenute fiscali nei casi di un lavoro o un servizio senza possibilità di ricorrere a compensazioni. Il via libera è atteso nel corso della seduta della commissione di oggi. Critici i sindacati. “È doveroso contrastare l’interposizione di manodopera illecita nel settore degli appalti, tutelando così l’erario, a causa del mancato versamento delle ritenute fiscali, da parte di imprese appaltatrici e subappaltatrici o impiegate nell’esecuzione di opere e servizi”, scrive in una nota Domenico Proietti, il segretario confederale della Uil, che chiede al governo e al Parlamento “di non arretrare e di andare avanti con fermezza su questi temi, così da assicurare equità e giustizia al Paese”. “La scelta di applicare l’art. 4 del D.L. Fiscale agli appalti superiori a 200mila euro è un passo indietro gravissimo nella lotta all’evasione e all’illegalità. Gran parte delle attività legate ad appalti e subappalti infatti sono al di sotto dei 200mila euro”, aggiunge. “Ancora una volta, dopo aver annunciato un provvedimento efficace, si torna indietro facendo un regalo agli evasori, a discapito delle imprese oneste che fanno il proprio dovere con il Fisco”.

Bonus Tari per le famiglie numerose – E’ in arrivo un “bonus per la Tari per le famiglie numerose”, sulla falsariga di quanto avviene per le bollette. Lo ha annunciato uno dei relatori al decreto, Gian Mario Fragomeli (Pd), al termine dei lavori della commissione. Tra le modifiche alla tassa sui rifiuti, che dovrebbero essere presentate alla ripresa domenica sera, anche un intervento sui coefficienti, sempre per andare incontro ad alcune categorie di contribuenti e lo slittamento al 30 aprile del piano finanziario dei Comuni.

Posticipo a marzo per l’obbligo dei seggiolini antiabbandono – C’è “l’accordo per posticipare a marzo l’entrata in vigore” dell’obbligo dei seggiolini antiabbandono e “saranno triplicati i fondi per i sensori“, ha annunciato sempre Fragomeli. Più difficile che si possa arrivare anche “alla restituzione delle multe” eventualmente inflitte da novembre, quando era scattato l’obbligo, fino all’entrata in vigore della proroga, ma, assicura “ci stiamo continuando a lavorare”.

Norma contro l’evasione del bollo auto – In arrivo anche una stretta per contrastare l’evasione del bollo auto. Un emendamento dei relatori propone che il Pra, pubblico registro automobilistico gestito dall’Aci, acquisisca i dati sulle tasse delle auto, in attesa che si concluda l’integrazione degli archivi. Tali dati dovranno essere trasmessi dall’Agenzia delle Entrate, le Regioni e le Province.

Divieto di circolazione per i treni con bagni a scarico aperto – Dal primo gennaio 2026 i treni nazionali e regionali con le toilette a scarico aperto non potranno più circolare. Lo prevede un emendamento dei relatori al dl fisco presentato in commissione Finanze alla Camera. Ad oggi – si legge nella relazione – esistono 5mila veicoli che hanno questa modalità di scarico. La proposta prevede una dismissione progressiva nel tempo.

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