Vi è capitato qualche volta di fare la parte del menagramo? Non so, tipo quando vi è venuto in mente di dire “ragazzi, se non ci affrettiamo, perderemo il treno.” Poi, quando vi ritrovate sulla piattaforma a vedere il treno che si allontana senza di voi vi verrebbe voglia di dire “ve lo avevo detto”. Vero, ma aver avuto ragione non vuol dire rendersi simpatici, lo sappiamo tutti. E’ la storia di Cassandra, la profetessa inascoltata, il cui nome ho preso come titolo del mio blog personale.

La disgrazia di aver avuto ragione – in questo caso sul cambiamento climatico – mi è venuta in mente con il disastro di Venezia. Non so se vi rendete conto: quasi due metri di innalzamento del livello del mare. Sono cose apocalittiche tipo quelle che si leggono nelle previsioni a lungo termine dei modelli climatici, salvo che questa sta avvenendo proprio ora. Anche in Australia, dove ora siamo all’inizio dell’estate, il cambiamento climatico si sta facendo sentire con una serie di incendi che ha battuto tutti i record precedenti in termini di intensità e numero.

Ora, non mi fate dire che i due metri d’acqua che hanno affondato Venezia (o gli incendi in Australia) sono causati dal cambiamento climatico. Lo so benissimo che l’innalzamento del livello del mare si misura in termini di una trentina di centimetri a partire dall’inizio del ventesimo secolo. So anche bene che non si può stabilire una relazione di causa ed effetto con il cambiamento climatico per singoli eventi. Eppure, se il livello del mare continua ad aumentare, i problemi non possono certamente migliorare. E le previsioni dicono che non solo continuerà ad aumentare, ma aumenterà sempre più rapidamente: si parla di 1-2 metri di innalzamento da qui a verso la fine del secolo. Insomma, non butta bene per Venezia e altri insediamenti vicini al livello del mare.

A questo punto, si potrebbe anche cominciare a pensare che gli scienziati non solo non siano stati catastrofisti ma, al contrario, potrebbero essere stati troppo ottimisti. E’ questa l’idea di un articolo di qualche giorno fa di Eugene Linden sul New York Times intitolato “Come hanno fatto gli scienziati a sbagliarsi così tanto sul clima?”. Attenzione a non capire male il titolo: Linden non dice che gli scienziati hanno esagerato i pericoli. Dice esattamente il contrario: che li hanno parecchio sottovalutati. Visto alla luce del disastro di Venezia, si può dire che Linden è stato profetico. Oppure, se preferite, potete dire che Linden è stato un bel menagramo (o una cassandra) ma, alla fine dei conti, è la stessa cosa.

Vi dirò che mi aspettavo qualcosa del genere. A fare i menagrami o le cassandre non solo ci si rende antipatici, ma certe volte va anche a finire che danno la colpa a te per i disastri che avevi cercato di evitare. Si rischia che succeda anche ai climatologi moderni. Via via che le cose peggiorano con il cambiamento climatico, potrebbe andare a finire che daranno la colpa a loro.

Ma per ora direi che su questo punto i climatologi italiani possono stare tranquilli. Mentre nel resto del mondo la preoccupazione sul clima è in aumento, da noi sta venendo fuori la reazione negativa delle “mummie del clima”, che hanno tirato fuori una tale sagra di fesserie da far paura ma hanno anche avuto un certo successo nel confondere il pubblico.

Certo, a lungo andare il problema climatico diventerà chiaro per tutti anche da noi e si potrà provare a fare qualcosa per risolverlo. Ma, per il momento, fatemi fare la parte di Cassandra e permettetemi di consigliarvi un bel paio di stivali di gomma se abitate vicino al mare.

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