Serata di riunioni in casa Movimento 5 stelle. Tema: crisi dell’ex Ilva di Taranto. La prima riunione dura più di tre ore a Palazzo Madama tra i senatori pentastellati con il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli. Al termine, mentre le porte si aprono, si sente nitidamente Barbara Lezzi urlare “io lo scudo non lo voto”. “Abbiamo discusso animatamente – ammette il senatore 5 stelle Mattia Crucioli – ma alla fine abbiamo votato a stragrande maggioranza con solo 5 voti contrari. Su cosa abbiamo votato? Chiedetelo al capogruppo”. Ma Gianluca Perilli, capogruppo dei senatori esce da un ingresso vietato alle telecamere e il ministro Patuanelli non risponde alle domande.

Perilli e Patuanelli, poi, raggiungono Luigi Di Maio alla Camera dei deputati, dove si sta già svolgendo la riunione dei deputati a cui hanno preso parte anche i ministri Bonafede, Spadafora, D’Incà e il sottosegretario Riccardo Fraccaro. Poco prima di mezzanotte il capo politico risponde alle domande dei giornalisti. “Il ripristino dello scudo penale? Qui il tema è come si pone lo Stato nei confronti delle multinazionali. Deve star lì a dire ‘che cosa volete pur di restare’ oppure costringerli a restare perché hanno firmato un contratto? Per farsi rispettare non funziona mai che tu lo preghi di restare, tu gli fai presente che giuridicamente deve restare”. Ma per Di Maio la “battaglia giudiziaria” che Conte aveva definito “sanguinosissima” potrà avere una durata inferiore alle aspettative. E sulla posizione di Italia Viva, che ha proposto un emendamento per il ripristino dello scudo, afferma: “È un problema serio per la maggioranza”.

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