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Deniz Naki, la storia del calciatore curdo che combatte per la libertà tra squalifiche a vita in Turchia e attentati in autostrada in Germania

I suoi genitori fuggirono dalla Turchia e trovarono riparo in Germania. Lì, il 30enne curdo-tedesco ha iniziato la sua discreta carriera, giocando poi in Bundesliga e quindi nella Süper Lig turca. Dove ha sempre parlato della sofferenza del suo popolo, si è schierato contro Erdogan e non ha mai ritrattato. Fino a rimediare una squalifica a vita e una condanna a 18 mesi di reclusione. Al rientro in Germania, dopo un'aggressione ad Ankara, gli spari contro la sua vettura
Deniz Naki, la storia del calciatore curdo che combatte per la libertà tra squalifiche a vita in Turchia e attentati in autostrada in Germania
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Azadî in curdo significa libertà. È una di quelle belle parole che potremmo incontrare fra le rime di un poeta persiano e che invece campeggia sull’avambraccio di un ragazzo dai capelli corti e la barba ispida. Il suo nome è Deniz Naki e nella sua vita ci sono tante cose. Ci sono due genitori che fuggono dalla Turchia e trovano riparo in Germania. Ci sono il calcio e una discreta carriera tra Bundesliga e Süper Lig. Ci sono i tifosi e gli avversari. Ma ci sono anche l’Isis, il Pkk e le bombe su Afrin. Ci sono una squalifica a vita e un attentato in autostrada rimediati per aver parlato troppo, per essersi schierato apertamente contro Erdogan e contro il governo turco senza mai ritrattare, anzi. Questa è la storia di Deniz Naki, il calciatore curdo che combatte per la libertà.

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