L’Ilva di Taranto l’hanno uccisa le Procure, non è che l’ha uccisa qualcun altro. Anche ‘sta menata dei bambini che muoiono… Non sono mai state date delle statistiche. Bisognerebbe andare a vedere le condizioni dei bambini dove non c’è la siderurgia, che muoiono di fame e di sete”. Sono le parole choc pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta” (Radio Cusano Campus) dall’economista Giuliano Cazzola sul caso ex Ilva di Taranto.

E aggiunge: “Lo dice anche Garavaglia della Lega, che è persona seria: abbiamo una quantità di opere pubbliche finanziate, che non partono per contrasti politici o per impreparazione della pubblica amministrazione. E secondo me, non partono perché in Italia abbiamo una magistratura che sostanzialmente, appena parte un’opera, fa spiccare gli avvisi di garanzia, se non gli arresti. Il caso dell’Ilva di Taranto è lì che lo testimonia. Il problema dell’inquinamento? Questo è un punto da chiarire: non ci può essere una salubrità assoluta. Ci sono delle regole che mettono degli standard – continua – All’Ilva sono stati sequestrati 1 miliardo e mezzo di prodotti finiti, dicendo che erano il corpo del reato. E’ come se a Bologna, la mia città, domani le centraline delle polveri sottili segnalassero un balzo di livello oltre i limiti e la Procura di Bologna fermasse tutte le macchine e le sequestrassero come corpo del reato. La gente penserebbe che sono tutti impazziti. A Taranto è successo questo: ArcelorMittal doveva fare una procedura di risanamento, impedita però dall’ordinanza della magistratura”.

L’ex parlamentare del Pdl accusa anche il Sud: “Lì nessuno vuol sentire parlare di termovalorizzatori o di incenerimento dei rifiuti. E così si spendono un sacco di soldi a portare i rifiuti in altri paesi. Dietro a una cosa del genere senza senso c’è dietro un ambientalismo straccione. E ci sono anche interessi economici, di cui questo ambientalismo straccione è vittima”.
E su Ilva conclude: “Voglio vedere se adesso trovano un commissario che vada ad occuparsi dell’Ilva senza chiedere lo scudo penale. Lì c’è una magistratura che è famelica“.

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