Giovedì 7 novembre, per qualche ora, il debito dell’Italia è stato considerato dai mercati più rischioso di quello della Grecia. Il rendimento dei titoli decennali greci a 10 anni, che sta calando rapidamente dalla vittoria del conservatore Kyriakos Mitsotakis alle elezioni, è infatti sceso fino a 1,1% mentre quello dei Btp italiani saliva all’1,16%. Lo spread tra titoli greci a dieci anni e Bund tedeschi si è così ridotto a meno di 150 punti, mentre quello Btp-Bund era poco sopra i 150.

Il sorpasso è stato subito notato dal Financial Times che sul suo sito ha titolato: “Italia più rischiosa della Grecia”, evidenziando come sia la prima volta dal 2008 che i bond ellenici rendono così poco. “I rendimenti di entrambi i paesi, che hanno avuto un picco durante la crisi del debito in euro, rimangono molto bassi per gli standard storici, ma la riabilitazione del mercato obbligazionario della Grecia è stata la più spettacolare”, commenta il quotidiano britannico.

Il crollo dei tassi riguarda tutti i Paesi dell’Eurozona ed è legato alla politica monetaria ultraespansiva della Banca centrale europa finisce per trascinare in terreno negativo anche i titoli di Stato degli Stati considerati meno virtuosi. Quelli della Germania e di diversi Paesi del Nord Europa sono ormai in territorio negativo su tutte le scadenze, comprese quelle trentennali, da diversi mesi.

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