Kyriakos Mitsotakis, leader di Nea Dimokratia che ha vinto le elezioni in Grecia, ha giurato da nuovo premier sulla Bibbia pronunciando la formula davanti al capo della chiesa ortodossa greca Ieronimos II. Una tradizione che era stata interrotta nel 2015 dal predecessore Alexis Tsipras, il primo a limitarsi a giurare fedeltà alla Repubblica. Poi Mitsotakis ha formalmente ricevuto l’incarico dal capo dello Stato Prokopis Pavlopoulos e in serata ha presentato la lista dei ministri: alle Finanze va Christos Staikouras, agli Esteri l’europeista Milos Dendias, alla Difesa Nikos Panagiotopoulos. Le uniche due donne sono Niki Kerameus alla Pubblica Istruzione e Lina Mendoni alla Cultura. La maggior parte dei membri dell’esecutivo sono fidati collaboratori di Mitsotakis, sottolinea il sito Ekhatimerini.

Con il 39,8% dei voti e 158 seggi in Parlamento su 300 il politico conservatore potrà governare senza mediazioni. Syriza ha preso il 31,53% (86 seggi) seguita dai socialisti di Kinal (8,1%, 22 seggi), i comunisti del Kke (5,3%, 15 seggi), i nazionalisti di Elliniki Lysi (3,7%, 10 seggi), Diem25-Mera25 di Yanis Varoufakis (3,44%, 9 seggi). Mitsotakis dovrà affrontare i problemi che il Paese continua a fronteggiare dopo la fine dei programmi di aiuti della troika con stringenti obiettivi di bilancio costantemente monitorati dai creditori.

La Grecia “rialzerà di nuovo la testa con orgoglio”, ha detto il neo premier secondo quanto riporta la Bbc online. L’ex analista di McKinsey, figlio dell’ex premier Konstantinos Mitsotakis, ha sottolineato che le elezioni gli hanno dato un forte mandato per il cambiamento, aggiungendo però che sarà il primo ministro di tutti perché i greci sono “troppo pochi per restare divisi”. E ha ribadito la sua promessa: meno tasse, salari più alti e più investimenti, anche attraverso la richiesta di maggiore flessibilità ai creditori internazionali. A cui il nuovo premier chiederà di rinegoziare l’avanzo primario richiesto per recuperare coperture con cui tagliare le tasse a partire dal 2020. E’ ora che la Grecia “si faccia sentire” in Europa, ha concluso Mitsotakis. “I cittadini hanno preso il destino nelle loro mani. Domani è l’alba di un nuovo giorno”.

I mercati hanno festeggiato la vittoria dei conservatori: il rendimento dei titoli di Stato greci decennali è sceso a un nuovo minimo storico, il 2,09%, con lo spread in calo a 246,1 punti. Nel 2015, all’apice della crisi e dei timori di una Grexit, il tasso pagato dai bund ellenici aveva toccato il 14%.

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