La procura di Roma ha chiuso il filone di indagine dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma nella parte riguardante i finanziamenti versati dall’imprenditore Luca Parnasi. Giulio Centemero, tesoriere della Lega, su cui indaga anche la procura di Milano, Francesco Bonifazi, ex tesoriere del Pd ora passato a Italia Viva. I finanziamenti da parte dell’imprenditore alla associazione Più Voci, secondo gli inquirenti, sono stati elargiti nel 2015 e nel 2016. Per quanto riguarda la fondazione Eyu il finanziamento risale al 2018.

Nei confronti di Centemero è contestato il reato di finanziamento illecito così come per Bonifazi. Per quest’ultimo c’è anche l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Al centro dell’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, i finanziamenti dell’imprenditore romano, rinviato a processo lo scorso luglio. In particolare i 150mila euro destinati alla fondazione Eyu, vicina al Pd, e i 250mila euro all’associazione Più Voci presieduta all’epoca dei fatti da Centemero e ritenuta vicina al Carroccio. Nei confronti di Parnasi l’accusa è di concorso in finanziamento illecito. Questo filone di indagine era nato intorno al progetto per il nuovo stadio nella zona di Tor di Valle. Era stata una singola intercettazione ambientale ad attivare gli inquirenti. Si trattava di dialoghi avvenuti durante un incontro prima delle elezioni del 4 marzo, tra Parnasi, Bonifazi e un altro esponente di Eyu, Domenico Petrolo, e che aveva come oggetto il finanziamento da 150 mila euro in vista delle politiche del 4 marzo scorso. “Ho avuto vari colloqui con Bonifazi – aveva sostanzialmente detto l’imprenditore – sia in luoghi istituzionali che altrove”.

I finanziamenti sarebbero partiti dalla società Pentapigna di Parnasi. Il tesoriere del Carroccio condivide la contestazione degli inquirenti con Andrea Manzoni, attuale revisore legale del gruppo Lega-Salvini al Senato: sotto la lente degli inquirenti ci sono 250mila euro erogati tra il 2015 e il 2016 in due tranche all’associazione. Per quanto riguarda invece l’altro filone, Bonifazi, è accusato di finanziamento illecito insieme con Gianluca Talone, commercialista di Parnasi, e Domenico Petrolo, responsabile delle relazioni esterne e di Eyu e accusato anche di emissione di fatture per operazioni inesistenti. Nell’indagine figura anche una funzionaria della soprintendenza archeologica, Anna Buccellato, accusata di tentata concussione ai danni di Parnasi che in questo caso è parte lesa: la donna avrebbe cercato di imporre alla società Euronova la nomina di un architetto di sua fiducia arrivando a minacciare una “vera e propria guerra”.

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