I dati sulle immatricolazioni di ottobre sono positivi, ma non abbastanza per far pensare a una ripresa del mercato automotive italiano. Secondo i numeri riportati da Unrae, lo scorso mese si è chiuso con un +6,7% (rispetto al 2018) e immatricolazioni per un totale di 156.851 vetture. Dati che seguono la scia in positivo già osservata per il mese di settembre (+13%) ma che comunque non sono sufficienti a risollevare il consuntivo per i primi dieci mesi dell’anno: 1.624.922 immatricolazioni che stanno per una flessione dello 0,8% rispetto al 2018.

Guardando all’andamento dei marchi e dei gruppi, a ottobre FCA perde il 2,1% rispetto allo scorso anno, con un totale di 33.663 vetture vendute, che nei dieci mesi del 2019 sono state 386.946, segnando un calo del 10,5%. In flessione anche il nuovo partner franco-tedesco PSA, che a ottobre scende dell’1,5%. Bene invece il gruppo Renault che sale del 18,7% rispetto al 2018 e Volkswagen, che va oltre il +30%; Daimler scende di 0,49%.

Quanto ai dati delle vendite considerate le alimentazioni, se da un lato continuano a crescere quelle a benzina, portando a ottobre un +17,6% rispetto a un anno fa, dall’altro il trend positivo c’è anche per le ibride, che nei dieci mesi del 2019 raggiungono un +29,4% di vendite e 12.500 unità immatricolate a ottobre. Lineare, invece, il calo del diesel, con un -13% secondo i dati dello scorso mese e -23% nel cumulato; infine per le elettriche, +59% dei volumi a ottobre e +108% nei dieci mesi.

Secondo il Centro Studi Promotor, però, cresce il clima di fiducia tra gli operatori di settore, i quali vedono per il 72% un futuro mercato stabile o in aumento.“Dell’avvio di una robusta fase di crescita per il mercato dell’auto – ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi – il Paese ha un grande bisogno perché a causa della crisi iniziata nel 2008, il nostro parco circolante di autovetture, costituito da oltre 39 milioni di unità, è fortemente invecchiato con grave pregiudizio per l’ecologia e la sicurezza”.
A innescare più di qualche polemica, negli ultimi giorni è stato, invece, l’annuncio fatto dal governo della maggiorazione della tassazione sulle auto aziendali, contenuta nella nuova Legge di Bilancio ora all’esame del Senato: “per superare il livello del 2018 e innescare nel 2020 una nuova fase di crescita occorre che il Governo accantoni ogni provvedimento punitivo nei confronti delle automobili e degli automobilisti” riporta una nota del Centro Studi Promotor, che ha definito la misura un “deplorevole tentativo di rendere ancora più aspra una persecuzione fiscale sull’auto aziendale che non trova riscontro in nessun altro paese del mondo”. Intanto, secondo i dati di Unrae, le immatricolazioni intestate alle società a ottobre salgono a +22,9%, pure se con una sensibile flessione del 13% nel cumulato.

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