È previsto per oggi l’appuntamento di Giuseppe Conte con il Comitato parlamentare con la sicurezza della Repubblica. Il premier è atteso alle 15 a Palazzo San Macuto per riferire sul cosiddetto Russiagate, ovvero sulle presunte interferenze russe nelle elezioni presidenziali americane del 2016. Una vicenda che ha assunto i contorni di una vera e propria spystory, finendo per coinvolgere anche l’intelligence italiana e il governo italiano. “Domani pomeriggio è confermata l’audizione al Copasir, quindi ci sarà questo passaggio istituzionale. Sicuramente dopo mi sentirò più libero di poter parlare, ora lasciatemi il tempo per programmare il confronto con voi, ma sono disponibile a farlo subito”, ha detto il presidente del consiglio al termine di un incontro a Palazzo Civico.

Il capo del governo dovrà fornire la sua versione dei fatti riguardo al ruolo svolto nelle indagini americane sul Russiagate e su un suo presunto via libera al ministro della Giustizia di Washington, William Barr, a incontrarsi con i vertici dei servizi segreti italiani. A Conte verranno chieste informazioni sui due incontri tra Barr e Gennaro Vecchione, capo del Dis, cioè il dipartimento che coordina l’intelligence, Mario Parente e il generale Luciano Carta, rispettivamente al vertice di Aisi e Aise, i servizi segreti interni ed esterni.

Secondo le agenzie di stampa, chi è più vicino al presidente del consiglio lo descrive impaziente di varcare il portone a due passi da Palazzo Chigi per rispondere alle domande dei membri dell’organismo parlamentare chiamato a vigilare sui servizi segreti. “È assolutamente tranquillo – spiegano i suoi più stretti collaboratori – la sua disponibilità a chiarire è massima e lo era già quando scoppiarono le polemiche”. Non è un caso che sia stato proprio lui a scrivere al neo presidente del Copasir, il leghista Raffaele Volpi, offrendo la propria disponibilità per farsi audire dal Comitato. Obiettivo del premier far luce su un caso che ha gettato ombre sul governo e sul suo stesso operato. Nell’arco della seconda visita di Barr a Roma, il membro dell’amministrazione Trump ha avuto anche modo di ascoltare la registrazione della deposizione del professore maltese della Link University, Joseph Mifsud, dopo che questo aveva chiesto protezione alla polizia italiana. L’uomo è scomparso dalla circolazione dal 2018 ed è ricercato dal governo Usa per i contatti avuti con George Papadopoulos, consigliere della campagna elettorale del presidente, durante i quali segnalò per primo l’esistenza di mail “compromettenti” in mano ai russi e riguardanti l’allora candidata Democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton.

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