Evasione fiscale? Non c’è una reazione della collettività tale da prendere le distanze da questi comportamenti. La gente si infuria per un borseggiatore, ma non per chi non paga le tasse, che servono a far funzionare gli ospedali e i servizi. Fanno danni ben maggiori”. Sono le parole di Piercamillo Davigo, presidente della II Sezione Penale presso la Corte suprema di Cassazione e membro togato del Csm, a Dimartedì (La7), rispondendo a una domanda del conduttore Giovanni Floris sulla scarsa sensibilità generale al tema dell’evasione fiscale.

Riguardo alle nuove norme che prevedono il carcere per i grandi evasori, Davigo è scettico: “Quello che non va bene riguarda i reati che implicano sostanzialmente un accertamento globale sui redditi, rendendo molto più complicati i processi. Ricordo che la magistratura italiana è passata attraverso una serie di emergenze una dopo l’altra: il terrorismo, la criminalità mafiosa, la grande corruzione, adesso abbiamo anche la protezione internazionale per i richiedenti asilo – continua – Non è che possiamo caricare i magistrati di altro lavoro, perché, se da anni si dice che bisogna ridurre il numero dei processi, non si può pensare di risolvere il problema aumentandoli. E’ una macchina che già funziona male di suo e abbiamo un codice con tempi di realizzazione dei processi lunghissimi. Ci è stato detto che tutto funzionerà perché per l’evasione fiscale ci saranno riti alternativi. Ma non è vero”.

E spiega: “In America il 90% degli imputati si dichiara colpevole, perché evita sanzioni più dure, da noi pochissimi ammettono le responsabilità, perché non succede niente se ti dichiari colpevole. Lì c’è un certo terrore di andare a giudizio, da noi no, perché male che vada prendi la prescrizione. Secondo me, la soluzione è la confisca dei beni, come avviene per i soggetti appartenenti alle organizzazioni mafiose. Se, cioè, ti trovo nella disponibilità di beni non compatibili coi redditi da te dichiarati, te li confisco. Dici che appartengono a un altro? Lo risarcirai tu”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

M5s, Spadafora: “Roma? Amministrazione è un problema. Siamo tutti corresponsabili, non solo la Raggi. Potevamo aspettarci molto di più”

next
Articolo Successivo

La7, Gasparri vs Barbacetto su evasione fiscale: “Pagliaccio che abbaia, portatelo ai giardinetti”. “Vergognati, togliti il vitalizio”

next