Parlavano “di argomenti politici di stretta attualità” e concordavano “incontri con gli attuali vertici della politica nazionale“. Sono le telefonate tra l’autore televisivo Rai Casimiro Lieto e l’ex giudice tributario Antonio Mauriello annotate dagli investigatori della Guardia di Finanza nell’informativa depositata agli atti dell’inchiesta sulla compravendita di sentenze tributarie condotta dalla pm di Salerno, Elena Guarino, con il procuratore aggiunto, Luigi Alberto Cannavale, che il 18 ottobre ha portato a sette arresti. Le conversazione tra Lieto e Mauriello non sono trascritte e non è specificato a quali vertici politici si riferiscano. Ma nella stessa informativa sono già i finanzieri a sottolineare che Lieto è un “importante autore televisivo di molti programmi Rai, tra i quali la Prova del Cuoco condotto da Elisa Isoardi“, ex compagna di Matteo Salvini. E si legge anche come Mauriello “sia stato nominato nel luglio del 2018 quale membro del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria a Roma in quota Lega“.

Mauriello e Lieto sono ora agli arresti domiciliari per corruzione in atti giudiziari. Secondo le indagini della Finanza, l‘autore televisivo avrebbe promesso un posto di lavoro al figlio di Fernando Spanò, presidente della quarta sezione della Commissione tributaria di Salerno e già coinvolto a maggio nella prima tranche delle indagini sulla compravendita di sentenze, per pilotare a proprio favore la sentenza relativa a un accertamento di quasi 230mila euro. Il ricorso di Lieto fu accolto il 14 luglio 2017 e la corruzione, sempre secondo chi indaga, sarebbe avvenuta in concorso con Mauriello.

“Proprio le interrelazioni di natura politica, oltre alle origini territoriali, sono alla base dello stretto rapporto di conoscenza tra Mauriello e Lieto”, sottolinea sempre l’informativa della Finanza. In questo senso, va ricordato che Lieto, come scrissero all’epoca molti giornali, era uno dei nomi in pole per la direzione di Rai 1, grazie alla sua vicinanza alla Lega e all’ex vice premier Salvini. Poi fu tenuto fuori dalla partita con la scelta di Teresa De Santis, proprio per evitare polemiche, visto che l’autore era molto legato a Elisa Isoardi, allora ancora fidanzata con il leader del Carroccio.

L’informativa agli atti dell’inchiesta non riporta le conversazioni tra Lieto e Mauriello, né spiega meglio a quali vertici politici si riferissero, perché l’inchiesta dei pm salernitani si concentra sul presunto sistema corruttivo di compravendite della sentenze di cui Mauriello sarebbe il fulcro, proprio “per il senso di reverenza e rispetto” che i giudici tributari salernitani “avevano nei suoi confronti in virtù del suo ‘peso’ politico, testimoniato ed accentuato dal recente incarico assunto in seno al Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria a Roma”, scrivono gli investigatori.

Si parla di “favori” che i magistrati “si sentivano in un certo senso obbligati a garantire a Mauriello”. Tra questi, secondo l’accusa, potrebbe esserci anche i due ricorsi vinti proprio da Lieto per 229mila euro e 159mila euro. In entrambi i casi, il giudice tributario che ha definito con esito favorevole per l’autore televisivo i ricorsi è Fernando Spanò. È lo stesso magistrato, nel corso dell’interrogatorio del 25 maggio 2019, a raccontare che “ottenni da un imprenditore romano che lavora in televisione, per la Rai, tale Casimiro Lieto, la promessa di un posto di lavoro per mio figlio e la mia ex nuora. Tale situazione non si è però concretizzata. Tuttavia anche in questo caso io ho emesso sentenza favorevole”.

Di più, in un successivo interrogatorio del 17 giugno 2019, Spanò specifica: “Proprio attraverso le interessenze e i legami di Antonio Mauriello a livello politico, contavo di trovare una sistemazione e una situazione di stabilità economica per mio figlio. In tale contesto si collocano ad esempio anche le pronunce favorevoli che ho fatto, su richiesta di Mauriello, a favore dell’imprenditore romano Lieto il quale, in effetti, offrì a mio figlio un posto di lavoro come guardiano notturno in una azienda. Posto di lavoro poi rifiutato da mio figlio Franco”. Sia Mauriello, difeso dall’avvocato Alfonso Quarto, sia Lieto, assistito dall’avvocato Valerio Spigarelli, sono stati interrogati e hanno fornito al giudice la loro versione dei fatti, ottenendo di lasciare il carcere per gli arresti domiciliari.

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