Tre giorni di Leopolda 10 a Firenze per osannare il ritorno di Matteo Renzi al centro della politica nazionale. Italia Viva, visti i numeri della maggioranza in Senato, prova a cucirsi addosso un ruolo centrale. Con un sogno dichiarato, come affermano deputati e senatori: “Magari Renzi potesse tornare a Palazzo Chigi“. Un partito personale, fondato sul leader. “Sapete a chi non piace un partito con un leader? A chi il leader non ce l’ha” dice Ettore Rosato dal palco tra gli applausi. Un nuovo soggetto politico che per alcuni deve essere “partito di centro” mentre per altri deve essere “il riferimento di parte della società civile italiana”, oltre destra e sinistra, aggiunge Sandro Gozi che lavora per il governo di Macron e quindi non può parlare che come lui e come En Marche.

Il partito di Renzi si dice nuovo ma girano facce già viste: dall’ex componente del Csm Cosimo Maria Ferri, leader storico di Magistratura Indipendente e coinvolto nel caos sulle Procure insieme all’ex ministro Lotti (con la ormai celebre cena in albergo per decidere il nuovo procuratore di Roma), al deputato Catello Vitiello, eletto con i Cinquestelle, passato al Misto in rappresentanza di “Dieci volte meglio” e ora imbarcato nel nuovo gruppo dei “vivaiani” a Montecitorio. Un percorso avviato dall’espulsione dal M5s che scoprì dopo averlo candidato che era iscritto alla massoneria. Ma tra la folla si aggira anche un ex deputato dei Cinquestelle, Luis Alberto Orellana che fu il candidato alla presidenza del Senato del M5s nella legislatura 2013-2018 (poi fu eletto Piero Grasso). Ma da queste parti passa anche Enrico Zanetti, il commercialista veneziano che proprio durante il governo Renzi diventò segretario di quel poco che rimaneva di Scelta Civica (già abbandonata da Mario Monti), riuscendo addirittura a fare il viceministro dell’Economia.

E se il “nuovo” partito sembra avere feeling con Luigi Di Maio sulla manovra economica, tra Italia Viva e il M5s c’è un abisso sul tema del carcere agli evasori e sulla riforma della giustizia. “Il governo delle manette non ha mai funzionato” afferma Ettore Rosato. E ancora: “Siamo contrari all’abolizione della prescrizione” aggiunge Davide Faraone. Nuvole nere, all’orizzonte, per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: i renziani assicurano che la legislatura terminerà nel 2023. Ma non l’attuale esecutivo.

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