L’onda verde registrata in Europa prosegue anche in Svizzera. Si profila una bella vittoria dei partiti ecologisti alle elezioni legislative in cui oltre 4.600 candidati sono in corsa per i 246 seggi delle due Camere. Stando alla prima proiezione nazionale nel Consiglio Nazionale (Camera del popolo) i Verdi, formazione di sinistra guidata da Regula Rytz, supererebbero con il 12,7 % il partito dei popolari democratici (Ppd, centro) e diventerebbero il quarto partito del paese. Il partito di destra nazionalista, Udc, resterebbe prima forza, ma in calo rispetto alle legislative del 2015. In difficoltà sono anche il partito liberale e i socialisti.

La stessa tendenza, anticipata dai sondaggi, è osservata con i primi risultati al Consiglio degli Stati (Camera dei cantoni) dove la formazione ecologista potrebbe conquistare tre seggi contro un’unica poltrona nella precedente legislatura, scrive l’agenzia Keystone-Ats. Le urne si sono chiuse alle ore 12 e lo spoglio è ancora in corso.

Sono stati 5,3 i milioni di svizzeri chiamati a votare per il rinnovo dei 200 seggi del Consiglio Nazionale e della maggior parte dei 46 del Consiglio degli Stati. Il nuovo parlamento elvetico non solo sarà più verde, ma potrebbe anche contare più donne. Sull’onda dello sciopero nazionale delle donne del 14 giugno, la maggior parte dei partiti ha aumentato le candidature di sesso femminile.

La probabile crescita delle formazioni ecologiste era nell’aria. Secondo gli ultimi sondaggi realizzati prima del voto, gli svizzeri sono soprattutto preoccupati per i cambiamenti climatici, evidenziati dallo scioglimento dei ghiacciai in questo paese di montagne. Il tema ha dominato la campagna elettorale, scalzando quello dei migranti, cavallo di battaglia dei populisti dell’Udc, prima forza del parlamento elvetico sin dal 1999.

Alla vigilia i Verdi di Regula Rytz erano dati attorno all’11%, mentre i Verdi Liberali erano accreditati del 7%: per entrambi un balzo di circa 3 punti rispetto a 4 anni fa.

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