L’azienda cinese Oppo rinnova il suo smartphone Reno con la versione 2, successore del modello dal design originale già in vendita in Italia. Resta l’idea stravagante della fotocamera frontale a “pinna di squalo”, mentre la novità più rilevante di Reno2 è l’introduzione di quattro fotocamere posteriori, invece delle due del modello precedente. Invariata anche la fascia di mercato medio alta in cui si colloca, con un prezzo di 499 euro, la stessa quotazione del Reno prima versione.

La parte frontale è dominata dallo schermo AMOLED da 6,5 pollici con risoluzione di 2.400 x 1.080 pixel. La fotocamera anteriore da 16 megapixel è montata su un meccanismo a scomparsa che fuoriesce dal bordo superiore dello smartphone, assumendo una forma che ricorda quella di una pinna di squalo. Sul fronte dell’ergonomia non ci sono differenze rispetto al primo Reno: il rivestimento in vetro tende a rendere il prodotto scivoloso, quindi è consigliabile l’uso della cover, inclusa nella dotazione. Il meccanismo a scomparsa funziona, non toglie immediatezza all’uso della fotocamera anteriore, ma tende a raccogliere polvere.

Passiamo alla vera novità del Reno2: le quattro fotocamere posteriori. Il sensore principale è da 48 Megapixel, quello secondario è un grandangolare da 8 Megapixel a 116 gradi. Il terzo è un teleobiettivo da 13 Megapixel (zoom ibrido 5X, digitale 20X) mentre il quarto, per la modalità ritratto, è da 2 Megapixel. Sulla carta questa configurazione promette una grande versatilità d’uso, aspettiamo di terminare i test per capire se i vantaggi si vedono anche all’atto pratico.

Possiamo anticipare che Oppo ha approntato una serie di funzionalità software che sembrano interessanti. La prima è la modalità notte (Ultra Dark Mode), che sfrutta algoritmi di Intelligenza Artificiale per gli scatti con poca luce. C’è poi la modalità Ultra Steady, che combina la stabilizzazione ottica ed elettronica dell’immagine durante i video, per consentire la registrazione di filmati in movimento senza l’effetto mosso. In questo caso però la risoluzione si ferma al Full-HD a 60 fotogrammi al secondo, contro la risoluzione 4K che si ottiene con impostazioni normali.

Interessante la presenza di un’app per il montaggio video, chiamata Soloop. Lo scopo è fare montaggi dei filmati direttamente sullo smartphone, così da poterli condividere immediatamente sui social. Cruciale per la riuscita è la presenza di una piattaforma hardware potente. Quella installata promette bene: include il processore Snapdragon 730, affiancato da 8 Gigabyte di memoria RAM e da 256 Gigabyte di memoria interna, non espandibile. Dobbiamo ancora completare i test sul Reno2, ma le prove di altri smartphone con la stessa piattaforma (ad esempio Xiaomi), hanno restituito risultati di alto livello, prossimi a quelli dei top di gamma.

Il sistema operativo è Android 9 e la batteria supporta lo standard di ricarica rapida proprietario, che consente di passare da 0% al 100% di ricarica in 40 minuti.

Oppo Reno2 sarà in commercio dal 18 ottobre nelle colorazioni Luminous Black e Ocean Blue.

L’azienda ha presentato anche un secondo smartphone, Reno2 Z. è un modello di fascia più bassa che ha un prezzo di 349 euro e non ha la fotocamera a pinna di squalo. Il sensore frontale da 16 megapixel esce comunque dal bordo superiore, ma con un meccanismo più classico, per intenderci simile a quello del OnePlus 7 Pro. Il display rimane da 6,5 pollici (sempre Full-HD+), le fotocamere quattro fotocamere posteriori hanno risoluzioni di 48 Megapixel, 8 Megapixel, 2 Megapixel, 2 Megapixel. La dotazione è meno potente, dato che il processore è il MediaTek Helio P90 abbinato a 8 Gigabyte di RAM e 128 Gigabyte di memoria interna.

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