Se siete utenti di Twitter, e avete accolto l’appello dell’app ad attivare l’autenticazione a due fattori per tutelare la vostra privacy, avete un buon motivo per arrabbiarvi. Ironia della sorte, i dati aggiuntivi che avete inserito sono finiti nelle mani degli inserzionisti.

Twitter ha pubblicato un messaggio di scuse sulla sua pagina di supporto per quanto avvenuto. Spiega di avere scoperto solo di recente “che gli indirizzi email o i numeri di telefono forniti per motivi di sicurezza (ad esempio per l’autenticazione a due fattori) potrebbero essere stati inavvertitamente utilizzati a fini pubblicitari, in particolare nel nostro sistema di pubblicità con tailored audience e partner audience“.

Foto: Depositphotos
Foto: Depositphotos

Che cosa significano questi inglesismi lo spiega la stessa azienda: “le tailored audience […] consentono agli inserzionisti di creare liste di marketing personalizzate (ad esempio con indirizzi email o numero di telefono) su cui basare la definizione del target per gli annunci. Le partner audience consentono agli inserzionisti di utilizzare le stesse funzioni delle tailored audience per definire come target degli annunci audience fornite da partner di terze parti”.

In termini più schietti, gli utenti che hanno attivato l’autenticazione in due fattori saranno bersagliati meglio dalla pubblicità mirata. Il perché questo sia accaduto è sconcertante. Nella spiegazione Twitter scrive che “una volta caricata la lista di marketing di un inserzionista, potremmo aver abbinato le persone su Twitter alla lista degli inserzionisti in base all’email o al numero di telefono fornito per motivi di sicurezza dall’utente di Twitter”. Forse non era ben chiaro il significato di “per motivi di sicurezza”.

Il problema riguarda solo chi ha attivato l’autenticazione a due fattori prima del 17 settembre, data in cui l’azienda ha risolto il problema. Per tutti gli altri restano le scuse: “siamo davvero spiacenti per l’accaduto e stiamo facendo tutto il possibile per non commettere più un errore di questo tipo. Per qualsiasi domanda, puoi contattare l’Ufficio Twitter per la protezione dei dati, tramite questo modulo“. Le scuse sono sufficienti?

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

RIVOLUZIONE YOUTUBER

di Andrea Amato e Matteo Maffucci 14€ Acquista
Articolo Precedente

Windows 10 dialoga con gli smartphone Android per effettuare e ricevere chiamate

next
Articolo Successivo

L’apprendimento profondo aiuta a progettare robot simili alle mosche

next