Il voto di ieri è stato quasi un voto di eutanasia del Parlamento. Io ho sempre avversato questo provvedimento che considero sbagliato e pericoloso nel merito e nel metodo. E’ una riforma scriteriata perché riguarda solo il taglio dei parlamentari, non ha un criterio nella cifra che si taglia, né ha un criterio nella funzionalità del Parlamento”. Sono le parole pronunciate ai microfoni di Radio Radicale dal deputato di Forza Italia, Simone Baldelli, intervistato dal giornalista Lanfranco Palazzolo.
Il parlamentare azzurro, in dissenso col suo gruppo parlamentare, ha votato ieri contro la riduzione del numero dei parlamentari e ribadisce il suo sostegno al referendum proposto dal deputato di Italia Viva, Roberto Giachetti, che, pur essendo contrario al provvedimento, ha votato a favore “per lealtà”.

Baldelli spiega: “Dopo questo voto, oggi tutti danno addosso alla classe politica che ha votato questa riforma, bollandola come ‘idiota’, perché è stata votata una cosa che non ha nessun senso, ma che conferma che i politici siano inutili. L’autolesionismo e i meccanismi autoliquidatori, del resto, sono purtroppo fenomeni che accadono nella storia. Io nel mio intervento di ieri ho sfidato la maggioranza, che del taglio del numero dei parlamentari ha fatto il primo punto su cui ha costruito l’alleanza di governo, invitandola a promuovere con la raccolta delle firme dei propri parlamentari il referendum per far pronunciare i cittadini. Credo che questo sia il dovere della maggioranza”.

Staffilata al M5s: “Questo sarà uno spot elettorale dei 5 Stelle che ci vedremo per mesi a pranzo e a cena in tutti i Tg. Mi auguro che questa spocchia, quest’arroganza, questa strafottenza, questa faciloneria, questo insulto sistematico al dibattito istituzionale con cui il M5s venderà questo risultato, presentandosi come i migliori a fronte di tutti gli altri ladri, corrotti, attaccati alla poltrona, porti a una tale nausea degli elettori italiani che qualcuno cominci a pensare che questa cosa sia sbagliata e dannosa”.

E aggiunge: “La riduzione del numero dei parlamentari come conseguenza implicita comporta un aumento della soglia d’accesso per i partiti piccoli. E quindi si tratta di una riduzione della democrazia e della rappresentanza paradossalmente in un momento in cui vogliono ampliare la base elettorale, dando il voto ai diciottenni anche per il Senato e addirittura ai sedicenni. Mentre, cioè, vogliono aumentare il numero dei cittadini col diritto di voto, riducono quelli che possono candidarsi ed essere eletti. E questo è già storto”.

Il deputato conclude: “Da questa maggioranza io mi aspetto di tutto: non solo tasse per i cittadini, ma anche leggi elettorali contra personam. Figuriamoci se non hanno in mente una legge elettorale per garantire i loro interessi. Però attenzione: c’è la legge del contrappasso. Nella politica spesso accade. Chi fa una cosa pensando di cucirsi un abito su misura, come accade spesso per la legge elettorale o per le riforme costituzionali, finisce molto spesso per favorire il proprio avversario. Quindi, se faranno una legge elettorale contra personam, saranno puniti. E non da noi, ma dagli elettori e dalla storia“.

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