“Uno stupido scaricabarile”. In un tweet, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, attacca il primo ministro britannico Boris Johnson e, in particolare, la sua strategia per ottenere un nuovo accordo con l’Ue sulla Brexit senza perdere la faccia in patria, dopo le minacce di no deal che porta avanti fin dalla candidatura a leader Tory in seguito alle dimissioni di Theresa May. L’ex presidente del Consiglio polacco ricorda all’inquilino di Downing Street che il tira e molla non giova a nessuno: la questione “non è chi vince”, scrive, ma “il futuro dell’Europa e del Regno Unito, così come la sicurezza e gli interessi del nostro popolo”. Nella mattinata di martedì, Angela Merkel ha avuto un colloquio telefonico con Johnson. Secondo fonti di Downing Street riportate dalla Bbc, la Cancelliera ha parlato di un “accordo sostanzialmente impossibile”.

Sotto attacco di Tusk finisce la condotta di Johnson che alterna dichiarazioni di apertura nei confronti di Bruxelles a minacce di no deal, anche se la nuova legge britannica non lo permette. Così come successo anche dopo la presentazione, da parte di Londra, di una proposta-ultimatum respinta, almeno per il momento, da Bruxelles: “Non vuoi un accordo, non vuoi un’estensione, non vuoi una revoca, quo vadis?”, ha concluso il polacco riferendosi sempre a Johnson.

Gli ha risposto Nigel Farage, leader del partito euroscettico Brexit Party, che ha colto l’occasione per attaccare le istituzioni Ue: “Il signor Tusk ha ragione, è in gioco il futuro dell’Ue. Prima questo mostruoso progetto viene fatto fuori e meglio è. Un’Europa di nazioni democratiche e pacifiche sarà di gran lunga migliore”.

Polemica pure la reazione di Steve Baker, fra i leader dei falchi brexiteer del Partito Conservatore, che punta il dito soprattutto contro le opposizioni britanniche: “Ci piacerebbe un accordo – scrive -, ci piacerebbe una relazione del tipo di quella che la stessa Ue ci ha offerto l’anno scorso, ma per tutto il Regno Unito. Invece l’Ue è stata incoraggiata dal nostro Parlamento imbelle a pensare che l’Irlanda del Nord potesse essere un prezzo da pagare. Questo è sbagliato e Boris fa bene a difendere” l’integrità del “nostro Regno Unito”.

La chiamata di Angela Merkel fa infuriare gli unionisti di Belfast
Secondo la fonte citata dal quotidiano britannico, nel corso della telefonata con Johnson la Cancelliera Merkel ha parlato di accordo “sostanzialmente impossibile” sul piano dell’ultima proposta del governo britannico. Stando alla ricostruzione, Merkel ha posto la condizione di lasciare l’Irlanda del Nord nell’unione doganale, richiesta inaccettabile per Londra. La rivelazione ha provocato l’immediata reazione della leader unionista nordirlandese del Dup,Arlene Foster, secondo cui l’atteggiamento imputato a Berlino sarebbe “al di là della pazzia”.

Le opposizioni britanniche bollano invece l’indiscrezione come un’operazione propagandistica per far apparire l’idea d’una permanenza del Regno nell’unione doganale come un diktat tedesco. Il primo ministro indipendentista scozzese, Nicola Sturgeon, rincara: “Il tentativo del governo di scaricare il fiasco della Brexit su altri, oggi la Merkel, è pateticamente trasparente”. Anche i Labour hanno denunciato il leak, per bocca del ministro ombra Keir Starmer, come “un cinico tentativo di sabotare i negoziati” e di preparare lo scaricabarile.

Da Berlino arriva un no comment. Il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, si è limitato a confermare che la telefonata fra Merkel e il premier britannico c’è stata, ma non ha voluto fornire dettagli: “Come di consueto, non informiamo su simili colloqui riservati”, ha detto all’agenzia tedesca Dpa.

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