Yeman Crippa supera Salvatore Antibo. Dopo 30 anni cade il record italiano dei 10mila, detenuto fino a ieri, assieme a quello dei 5mila, dal mezzofondista siciliano Salvatore Antibo. L’azzurro ha stabilito il nuovo primato nella finale dei Mondiali di atletica a Doha. Il tempo di 27’10” e 76 centesimi è quasi 6 secondi inferiore al precedente 27’16” e 50, stabilito il 29 giugno 1989 al Meeting di Helsinki.

Altri tempi quelli in cui Antibo primeggiava e, la sera del vecchio record, vinceva il Meeting sfiorando il record del mondo praticamente senza “lepri”. I talenti africani non dominavano ancora la scena e Antibo, che di talento ne aveva da vendere, fu protagonista di gare esaltanti tra gli anni 80 e 90.

Il futuro è Crippa, nato in Etiopia ma adottato quando aveva 5 anni da una famiglia milanese. Yeman sin da bambino aiutava la famiglia portando il bestiame a pascolare. I 3mila metri di altitudine e agli strascichi della guerra civile erano la sua quotidianità, stravolta dalla morte dei genitori, uno dopo l’altro. Anche se gli zii si fanno carico di lui e degli altri orfani, tre maschi e tre femmine, non possono resistere nel mantenerli a lungo e i ragazzini finiscono in un orfanotrofio.

La storia di Yeman, raccontata in un bel documentario di Matteo Valsecchi (Yema e Neka) ha il lieto fine. In quell’orfanotrofio arriva l’Associazione centro Aiuti per l’Etiopia e i coniugi Roberto e Luisa Crippa, 40enni milanesi che per fede e altruismo adottano tutti i fratelli. La grande famiglia Crippa, esempio raro premiato l’anno scorso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, lascia Milano per una casa più ampia a Montagne, paesino di circa 200 anime tra Tione e Spiazzo, a un’ora da Trento. Lì Yeman si scopre corridore e, assieme al fratello maggiore Neka, forgia il suo talento con allenamenti severi sotto il sole, sotto la pioggia o in mezzo alla neve.

Invece dell’altipiano natio, i monti del Trentino fanno da sfondo a una storia fatta di sudore e gare, sogni e aspirazioni che, fino a ieri e dopo la medaglia di bronzo nei 10mila agli europei di atletica del 2018 a Berlino, erano rivolte al record dei 5mila metri. Yeman aveva puntato quello: era più alla portata, aveva dichiarato. È arrivato invece quello della distanza lunga e, bandiera italiana addosso, a fine gara ha gioito per celebrare un risultato cronometrico storico, seppur oggi con 27 minuti e 10 secondi si arrivi ottavi, a 22 secondi dal vincitore.

Da Antibo a Crippa è cambiato tanto il mondo del mezzofondo, ma non solo quello del mezzofondo: è cambiato il mondo in generale e Yeman Crippa è un figlio di questo cambiamento. Un figlio d’Italia che ad appena 22 anni può provare a fare quel salto di qualità: altri record magari, come avvicinarsi ai podi internazionali e far riscoprire agli appassionati il gusto di tifare per un azzurro durante una gara di atletica. Salvatore Antibo da Altofonte era diventato per tutti Totò; per incitare Yemaneberhan Crippa, da Montagne urlate forte Yema.

Diventa sostenitore,
fai parte della redazione.
Abbiamo bisogno di te.

I nostri Sostenitori partecipano alle riunioni di redazione in diretta streaming, suggeriscono spunti e notizie, navigano il sito senza pubblicità, consultano gratuitamente l'archivio del giornale. Potranno inoltre accedere al numero di aprile di Fq Millennium e a Loft, la nostra piattaforma Tv, per 3 mesi. Hanno un blog dedicato per pubblicare le loro analisi. Insomma sono fondamentali per la nostra comunità. E in questo periodo di crisi lo sono anche per coprire economicamente parte del lavoro della nostra redazione. Diventa anche tu Sostenitore. Clicca qui. Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Razzismo, Lotito: “I buu li fanno anche a chi ha la pelle normale, bianca. Non sempre sono atti discriminatori”

next
Articolo Successivo

Nba, Cina blocca le partite in tv dopo tweet pro Hong Kong del manager dei Rockets. La Lega: “Non fisseremo regole su ciò che si può dire”

next