Studenti di ogni età, universitari, genitori, nonni e prof. A Genova sono 10mila, a Napoli 80mila con un corteo lungo un chilometro e mezzo, a Milano 150mila e a Roma 200mila. E poi 50mila a Firenze, 20mila a Torino e Bologna e 10mila a Palermo e Bari. I numeri sono degli organizzatori di Fridays for Future, che fanno un conteggio complessivo per l’Italia: oltre un milione di persone hanno partecipato ai cortei per il clima. Hanno invaso piazze e strade in 160 città italiane per il terzo global strike, seguendo l’onda del movimento ispirato da Greta Thunberg, che questa settimana era all’Onu per il summit sul clima. Fiumi di persone da Nord a Sud per chiedere alla politica di agire per salvare il pianeta, passando dagli annunci ai fatti.

La giornata di oggi, sostenuta anche dal ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti che ha chiesto ai presidi di giustificare i ragazzi in manifestazione, chiude la Week for Future che ha coinvolto milioni di persone in tutto il mondo e che è stata avviata con lo sciopero di venerdì scorso. Come già annunciato, Greta sfilerà coi manifestanti in Canada e i primi ad aprire i cortei è stata la Nuova Zelanda, dove si stima che alle proteste abbiamo partecipato complessivamente oltre 170 mila persone, pari al 3,5% della popolazione, come ha evidenziato la stessa Greta in un tweet. È stata la più grande manifestazione che il Paese abbia mai visto.

Da Milano a Palermo contro il cambiamento climatico – Migliaia di ragazzi, in un clima festoso tra manifesti e striscioni, hanno riempito Piazza della Repubblica a Roma mentre a Milano il ritrovo è a Piazza Cairoli, a pochi metri dal Duomo. In testa un risciò addobbato con cartelli di cartone pieni di slogan con studenti di ogni età, dalle elementari all’università, da Milano e dalla provincia, ma anche bambini più piccoli accompagnati da genitori o nonni. Ci sono anche gli studenti del Politecnico, con un grandissimo lenzuolo su cui hanno stampato i risultati di una ricerca svolta con i docenti sulla curva del cambiamento climatico dal pleistocene a oggi e con lo scenario futuro. E stasera si replicherà, dalle 18, per un secondo corteo. Quella di Milano è una manifestazione che chiama in causa direttamente la politica, con i giovani del Fridays for Future che accusano il governo di essere “complice del riscaldamento globale”.

“Se l’umanità non agirà adesso – è la loro tesi scritta sul grafico – causerà danni irreversibili alla vita sulla Terra, che si estenderanno per migliaia di anni”. “Potremmo essere più dei 100mila del 15 marzo – spiega Miriam Martinelli, considerata la “Greta italiana” fra un coro e l’altro urlato al megafono -. Questa estate qualcosa è cambiato, c’è più consapevolezza”. Un fiume di 5mila ragazzi si sono dati appuntamento a Venezia, mentre alcune migliaia a Torino sono partite a piazza Statuto dietro uno striscione con la scritta “Cambiamo il sistema non il clima”. “Il protocollo di Kyoto non è un film erotico giapponese”, “Ci avete rotto i polmoni“, “Proteggi la tua casa” sono alcuni dei cartelli esposti. A Trieste oltre un migliaio di persone sono partite da piazza Goldoni con sindacati e genitori che accompagnano i più piccoli, e alle 12.30 è previsto il picnic ecosostenibile e nel pomeriggio un flash mob. A Genova invece si parte da Piazza Principe e a Firenze da piazza Santa Maria Novella con oltre 10mila partecipanti. In Toscana i cortei sono anche a Livorno, Pisa, Arezzo, Siena ed Empoli. Oltre 500 gli studenti ad Aosta che al grido di slogan come “On est plus chaud que le climat” (‘siamo più caldi del clima’), “Salviamo la terra dall’effetto serra”, “Studenti di lotta il clima non si tocca”, hanno sfilato fin sotto il palazzo della Regione. Piena e coloratissima anche la piazza davanti al teatro Politeama a Palermo, dove però si sono verificati momenti di tensione: una trentina di giovani, vestiti tutti di nero, ha spezzato in due il lungo serpentone all’altezza dell’ex palazzo del Msi, creando il panico e interrompendo il corteo. Tanta gente, anche genitori con i figli delle scuole medie, ha rischiato di essere schiacciata sul cantiere della metropolitana. C’è stato un fuggi fuggi e sono entrati in azione gli agenti antisommossa.

Il caso di Palermo – Secondo alcuni testimoni il gruppo di giovani vestiti di nero, che ha gettato il panico a Palermo durante il corteo, è fuggito per le strade limitrofe. La polizia sta acquisendo elementi per identificarli. Il gruppo ha cercato di provocare gli studenti in marcia. “Sono intervenute alcune donne che si trovavano nei pressi del corteo e hanno creato un cordone – dice Giovanni Guadagna, che ha accompagnato il figlio di 11 anni alla manifestazione -. Poco dopo hanno iniziato a risalire contro mano il serpentone creando scompiglio tanto che noi genitori siamo dovuti scappare con gli studenti più piccoli rischiando di finire contro il cantiere della metropolitana. Peccato. Era una giornata di festa per mio figlio. Adesso insieme ai suoi compagni è impaurito per quanto ha visto”. Qualcuno che dai balconi di via Ruggero Settimo, dove è avvenuto il blitz nei pressi dell’ex palazzo del Msi, ha ripreso quanto accaduto. Alcuni studenti lo hanno riferito alle forze dell’ordine presenti al corteo.

Le associazioni degli studenti – “L’Assemblea delle Nazioni Unite è stata un fallimento – sottolinea Giacomo Cossu, coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza, che ha aderito allo sciopero insieme a Unione degli Studenti e Link – Coordinamento Universitario – i potenti del pianeta non hanno intenzione di cambiare rotta per salvare il nostro futuro. Noi giovani continueremo a ribellarci contro questa classe politica, seguendo l’esempio di Greta e chiedendo che la giustizia climatica sia finanziata da chi si è arricchito con il modello economico insostenibile. Le multinazionali e i ricchi del pianeta devono contribuire alla riconversione ecologica più di tutti. Eppure il governo italiano si limita alla retorica, mentre secondo le bozze di decreto Clima intende dare sussidi ambientali dannosi fino al 2040, una scelta inaccettabile”. “Serve un cambio di rotta immediato che finanzi istruzione e ricerca per un altro modello di sviluppo sostenibile, per questo in più di 150 piazze del Paese siamo in corteo con Fridays for Future Italia per il terzo global strike al grido Change the School to Change the System”, esordisce Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti. Per Camilla Guarino di Link Coordinamento Universitario “la conoscenza è fondamentale per cambiare il nostro modello economico e sociale insostenibile. Le università, attraverso la ricerca e il sapere scientifico, devono avere un ruolo centrale nell’indicare alla politica quali strade percorrere”.

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