Un miliardo di euro per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco. FCA è finalmente pronta a mettere sul tavolo un cospicuo investimento per il sito campano che, nei prossimi mesi, vedrà l’avvio di due nuove produzioni: Tonale, il C-suv che Alfa Romeo ha presentato a marzo al Salone di Ginevra, e la prima Fiat Panda elettrificata, un’ibrida. Questa entrerà in produzione già dal prossimo anno mentre il suv – che riporterà il Biscione nello stabilimento abbandonato dieci anni fa – a partire dalla metà del 2021.

E’ quanto deliberato ufficialmente dall’incontro avvenuto ieri al Mise tra i sindacati – Uilm, Fim, Fismic, Uglm, Associazione Quadri – e il gruppo italo-americano che fa capo a Mike Manley. La sigla Fiom si è espressa con parole di fiducia verso la decisione di far produrre i nuovi modelli a Pomigliano, un provvedimento che potrà finalmente “realizzare la piena occupazione” dei circa 4.500 lavoratori accolti dall’impianto: per loro intanto è stato confermato il rinnovo della cassa integrazione straordinaria per altri 12 mesi, dovuta alla ristrutturazione dell’impianto.

Il responsabile Automotive della Fiom, Michele De Palma, infatti, in occasione della presentazione del C-suv all’ultimo Salone di Ginevra, aveva specificato la necessità per lo stabilimento (che ad oggi produce solo Panda) di dotarsi di una nuova linea per accogliere la produzione del nuovo modello Alfa. Intanto, a partire da agosto, nel reparto verniciatura sono stati già installati dei robot di ultima generazione che, gradualmente, verranno portati anche su altre aree produttive. Poi, secondo quanto annunciato dal sindacato di categoria Fim Cisl, dovrebbe tornare in attività anche il reparto di montaggio.

“Il lancio di un nuovo modello di Fca” ha dichiarato Marco Bentivogli, segretario generale Fim Cisl, “in un contesto di forte contrazione industriale nel nostro Paese è un segnale importante di controtendenza soprattutto nel settore automotive”. In Italia, ad oggi, il comparto dell’industria automobilistica vale il 5,6% del Pil, rappresentato da 5.700 imprese e circa 250 mila occupati.

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