L’uragano Dorian perde forza ma diventa potenzialmente più pericoloso e continua a lasciare dietro di sé una scia di morti. Sale infatti a sette il numero delle vittime alle Bahamas, dove l’evento atmosferico per ora ha fatto la maggior parte dei danni. Due persone che erano rimaste ferite ed erano state trasportate sull’isola di New Providence, sono decedute. Il ciclone ha stazionato per due giorni sopra l’arcipelago, devastando strade e case, e si sta ora muovendo con una velocità molto bassa, di circa 1,6 km/h, verso le coste statunitensi. Partito da una categoria 5, è ora stato declassato a categoria 2, ma secondo il Centro nazionale Usa per gli uragani ha allargato il suo raggio d’azione, arrivato a oltre 100 chilometri, e quindi non è da sottovalutare.

La conta dei danni e dei morti, però, è ancora da fare. Lo stesso premier delle Bahamas, che ieri ha commentato il passaggio del ciclone definendolo una “tragedia storica”, ha ricordato in conferenza stampa che queste “sono solo informazioni preliminari” e che “possiamo attenderci più morti”. Ancora alta l’allerta sull’arcipelago dove Dorian ha colpito duramente le isole di Abaco e Grand Bahama. Qui l’occhio del ciclone ha toccato terra con una forza inaudita e con un impatto che potrebbe avere conseguenze decennali. Alcune zone, dopo oltre tre giorni, sono ancora isolate e i soccorsi quindi non sono riusciti ad arrivare. Numerose le persone ancora intrappolate nelle loro case, con livelli d’acqua che hanno raggiunto anche due metri. Secondo i primi calcoli sono state distrutte o danneggiate almeno 13mila abitazioni. Il Papa, in volo verso l’Africa per un viaggio apostolico, ha chiesto una preghiera per “quella povera gente che da un giorno all’altro perde la casa, perde tutto, anche la vita”.

Intanto Dorian continua a spostarsi e secondo le autorità dovrebbe raggiungere la Florida entro la serata locale, prima di arrivare alla costa sudest degli Stati Uniti e agli stati della Georgia e del South e North Carolina. Proprio questi ultimi due, secondo l’Nhc, presentano il rischio più alto di inondazioni, con piogge attese fra i 13 e i 25 centimetri e onde che possono arrivare anche oltre i 2 metri. L’occhio dell’uragano dovrebbe passare sopra le loro coste fra giovedì e venerdì mattina. Il rischio nel sunshine state è soprattutto per chi vive nelle zone costiere: Dorian potrebbe causare un forte innalzamento del livello del mare anche di due metri. Da qui l’ordine di evacuazione, obbligatorio in una decina di contee, tra cui quella di Dubal, che include Jacksonville, una delle città più popolate, e di Palm Beach, dove si trova il resort Mar-a-Lago di Donald Trump. Nella giornata di ieri sono stati migliaia i voli cancellati. Diversi anche gli aeroporti chiusi, tra cui quello di Orlando. Anche la Georgia ha dichiarato lo stato di emergenza: a Savannah, una delle città più grandi degli Usa, è stato ordinato il coprifuoco alle 21 locali (le 3 di notte in Italia) fino alle 6 del mattino.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Gran Bretagna, sequestro record di eroina: 1,3 tonnellate per un valore di 132 milioni. Arrestate quattro persone

prev
Articolo Successivo

Lo sposo è nero, così fa annullare la festa di nozze: “Siamo cristiani, non vogliamo coppie gay o miste”

next