di Damiano Vincelli

L’estate sta finendo, e con lei noi attivisti di Fridays For Future ci prepariamo al ritorno tra i banchi di scuola per iniziare una nuova stagione di studio e attivismo ambientale. Però, prima che torni il caldo anomalo dell’autunno, prima che comincino gli imprevedibili acquazzoni e temporali, rimane ancora un appuntamento per gli striker di tutta Europa: dopo essere stati a vari campeggi climatici, manifestazioni e incontri in tutta Europa, dal 4 all’8 settembre saremo al Climate Camp al Lido di Venezia, lanciato dal nodo veneziano di Fridays For Future e dal comitato No Grandi Navi, il cui appello ha catturato l’attenzione di esperienze di lotta ambientale e di movimenti per la giustizia climatica della nostra penisola e di tutto il continente. Saranno quattro giorni di incontri, workshop, azioni di protesta, momenti assembleari e di socialità con lo scopo di creare uno spazio di dialogo e di confronto per immaginare nuove pratiche per far fronte comune su un tema – il clima – che non può più essere ignorato dai cittadini del mondo e dai governi.

Periodo e luogo non sono casuali. Venezia è una città che vive grazie all’equilibrio secolare tra la popolazione ed il mare, un equilibrio che sta venendo messo in gravissimo pericolo dal riscaldamento globale: secondo tutti i più recenti studi sul tema, la stessa esistenza futura della città è messa in pericolo dall’innalzamento del livello del mare, effetto diretto del global warming. La gestione della città e della laguna è anche il perfetto esempio di un’azione politica interessata maggiormente al lucro nel presente che al benessere del futuro. L’ecosistema lagunare è estremamente fragile e delicato, e scelte politiche come il transito delle grandi navi non fanno altro che aggravare la situazione già precaria di una città che – ricordiamolo – è patrimonio Unesco e come tale dovrebbe essere tutelata.

Nei giorni del Climate Camp si terrà la 76° edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Un evento che godrà di un’alta attenzione mediatica e vedrà passare sul tappeto rosso attori, registi e personaggi famosi da tutto il mondo. Ecco, la volontà del Camp è utilizzare proprio lo spazio del red carpet per dare maggiore visibilità all’urgenza climatica che stiamo vivendo e spingere chi di dovere a parlare di questa crisi.

Una data su tutte è da ricordare: sabato 7 settembre. Per quel giorno è prevista una manifestazione che, partendo dal campeggio, si sposterà per il Lido. L’hashtag con cui l’evento è stato lanciato è #WeWantTheRedCarpet, e la speranza è che anche le star della rassegna cinematografica, quei VIP spesso impegnati nella difesa del nostro pianeta ascoltino il nostro appello e dimostrino coi fatti la loro dedizione per la causa.

Ma il Climate Camp è anche informazione: si parlerà del caso Mose, esempio di risposta inadeguata al problema dell’innalzamento dei mari diventata mangiatoia per corrotti; si parlerà del problema delle grandi navi, colpevoli di star devastando i fondali della laguna non adatti al passaggio di questi enormi “edifici galleggianti”; si parlerà della Nigeria, dalla quale avremo l’onore di ricevere un attivista impegnato da anni nella lotta contro i crimini di multinazionali come Shell o l’italiana Eni.

Tutto ciò in un campeggio che non si limita a tendere all’impatto zero, ma è pensato per esserlo: offerta di alimentazione vegana di cibo prodotto nelle isole limitrofe, energia elettrica rigorosamente da fonti rinnovabili e un occhio di riguardo per tutti quei dettagli che nell’organizzazione di eventi come questo possono portare a una qualsiasi tipo di inquinamento.

Questo e molto altro sarà il Climate Camp di Venezia, un evento che non ha nessun precedente – per affluenza e per forza politica – nel nostro paese. Iniziativa che prende spunto da movimenti come Ende Gelände in Germania, collettivo storico che, tra le varie mobilitazioni, organizza ogni anno un campeggio sempre partecipatissimo e di respiro internazionale nei pressi della più grande miniera di carbone del mondo ad Hambach, nel nord del paese. Un luogo anch’esso di fortissimo impatto, nel quale non a caso Fridays For Future ha svolto a giugno il suo primo central strike.

Se volete vivere un’esperienza unica, nel suo genere se volete conoscere la realtà dietro la propaganda delle lobbies, se volete iniziare a cambiare le cose, il Climate Camp è il posto che fa per voi.

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