Dopo nove anni e una condanna per omicidio, l’ex portiere del Flamengo Bruno Fernandes torna in campo: il 34enne ha firmato con il Poços de Caldas, squadra brasiliana della terza divisione mineira. L’annuncio è arrivato sul profilo Facebook della squadra che ha deciso di siglare il contratto con Fernandes nonostante, in un sondaggio promosso dalla dirigenza del club stesso, i tifosi si fossero espressi contrari alla cosa.

Bruno Fernandes è stato condannato a 20 anni e 9 mesi di carcere per l’omicidio dell’ex fidanzata, la modella Eliza Samudio, nel 2010. La ragazza era rimasta incinta contro il volere del portiere che, poco dopo il parto, la rapì e poi la uccise, ne fece a pezzi il corpo e lo diede in pasto ai suoi cani. L’omicidio colpì molto l’opinione pubblica del Brasile e la responsabilità di Fernandes fu scoperta dagli inquirenti solo grazie alla confessione di un suo cugino: per quel delitto, Bruno Fernandes fu condannato a 20 anni e 9 mesi di carcere e la sua carriera si interruppe proprio quando era a un passo dalla convocazione in nazionale. A quel tempo infatti, era il portiere titolare del Flamengo, già sotto osservazione dal Milan per il dopo Dida.

Nel 2017 ha ottenuto la semilibertà ma questa gli fu revocata poco dopo, quando aveva appena firmato un contratto con un club della Serie B brasiliana. Tornato in carcere, è uscito il 19 luglio scorso perché gli è stata concessa nuovamente la semilibertà. Il suo ritorno in campo è previsto nella seconda metà del 2020, con l’inizio del campionato brasiliano. Ai tifosi però, è bastato l’annuncio della firma del contratto con il Poços de Caldas per scatenare le polemiche: “È un mostro, qui non lo vogliamo. È un assassino, non merita una seconda chance“, hanno detto ai media locali. Il legale del portiere brasiliano però, ai microfoni di Globoesporte ha detto che il suo assistito “è abbastanza contento, il suo obiettivo è tenersi in forma, poi potrà analizzare con calma altre proposte”.

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