L’economia americana si trova ad affrontare “significativi rischi” che derivano principalmente dal rallentamento della crescita mondiale, “soprattutto in Germania e Cina“. È l’avvertimento di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti. Durante il suo intervento al simposio di Jackson Hole, Powell ha elencato quali siano gli “eventi geopolitici che hanno dominato le news” e che rappresentano un timore per la Fed: “La possibilità di una hard Brexit, le crescenti tensioni a Hong Kong e la dissoluzione del governo italiano“.

Powell ha assicurato che la Federal Reserve agirà in modo da sostenere la più lunga fase espansiva dell’economia statunitense, ma ha messo in guardia rispetto al fatto che la banca centrale non ha una roadmap pronta all’uso per affrontare le tensioni commerciali. Le incertezze che derivano dai dazi stanno avendo un ruolo nel rallentamento dell’economia globale, ammette Powell, spiegando che le prospettive di crescita globale “si stanno deteriorando dalla metà dello scorso anno. L’incertezza della politica commerciale sembra svolgere un ruolo nel rallentamento globale e nella debole produzione e spesa in conto capitale negli Stati Uniti”. “L’inflazione – ha aggiunto – è scesa al di sotto del nostro obiettivo all’inizio dell’anno”. Per poi sottolineare l’impegno della Fed a sostenere l’inflazione, il cui livello troppo basso è “il vero problema di quest’epoca“.

“Le tre settimane trascorse dal meeting di luglio del Fomc sono state ricchi di eventi, a partire dall’annuncio di nuovi dazi sulle importazioni dalla Cina”, ha quindi spiegato Powell, segnalando quindi come siano state rilevate “ulteriori prove di un rallentamento globale, in particolare in Germania e Cina” ed elencano quindi una serie di eventi geopolitici che hanno fatto notizia, tra cui appunto “la crescente possibilità di una hard Brexit, le crescenti tensioni a Hong Kong e la dissoluzione del governo italiano”.

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