A un anno dalla strage del ponte Morandi, la cerimonia di commemorazione con i parenti delle vittime con le autorità civili e religiose è stata seguita in diretta da circa 300 persone davanti ai maxi-schermi montati all’esterno del cantiere della costruzione del nuovo viadotto. Espressamente invitati alla cerimonia dal sindaco e commissario per la ricostruzione Marco Bucci, i dirigenti di Autostrade per l’Italia tra i quali Giovanni Castellucci, uno dei 74 indagati per la strage, si sono allontanati prima dell’inizio della commemorazione su esplicita richiesta dei parenti delle vittime. All’esterno, tra la gente che ha seguito sotto il sole la cerimonia trasmessa dai maxi-schermi un applauso ha seguito le parole di Egle Possetti, presidente del comitato dei familiari delle vittime: “Dobbiamo avere determinazione per la ricerca della verità. Chiediamo che nessun reato del genere possa essere prescritto e ringraziamo tutti quelli che hanno lavorato da subito per non dimenticare questa vergogna nazionale”. Due gli striscioni esposti per tutta la durata della cerimonia tra la gente assiepata all’esterno, oltre a quello del comitato dei parenti delle vittime, “Via le concessioni a Benetton” e “Basta Passerelle, Genova è ferita, non stupida”.

Alle 11.36, ora del crollo del viadotto, la città si è fermata per un minuto di raccoglimento. Hanno suonato le campane di tutte le chiese cittadine, mentre le sirene delle navi in porto hanno fischiato in contemporanea in ricordo delle 43 vittime e dal ponte pedonale delle Ratelle, sul fiume Polcevera, sono stati lasciati andare in cielo 43 grappoli di palloncini bianchi con una rosa rossa: “Bianchi come l’innocenza delle vittime della strage e rossi come il sangue versato – spiegano commercianti ed ex-sfollati che hanno organizzato l’iniziativa – noi non dimenticheremo e saremo sempre a fianco delle famiglie nella ricerca di verità e giustizia”.

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