La copertura per le reti 5G avanza, chi deve acquistare uno smartphone e vuole che sia già compatibile con questo standard per le telecomunicazioni (che però al momento è ancora acerbo) può dare un’occhiata al Mate 20 X 5G, il primo smartphone al mondo a essere dotato di un modem 5G standalone, che gli consente cioè di interfacciarsi con il nuovo standard di rete senza la necessità del 4G.

Oltre al dettaglio del 5G, lo smartphone che abbiamo provato ha molto da dire in altri ambiti, grazie alla presenza di un enorme schermo OLED da ben 7,2 pollici e un comparto fotografico con tre sensori posteriori, di cui il principale da 40 Megapixel. E’ l’unico dispositivo in commercio che offre un display così grande, insieme al Mi Max 3 di Xiaomi, che costituisce insieme un pregio e un difetto. Pregio per l’area di visualizzazione e la qualità, difetto perché l’ergonomia ne risente: è più simile a un piccolo tablet che a uno smartphone. Da annotare inoltre il fatto che la variante 5G di questo prodotto ha in dotazione una batteria più piccola rispetto alla versione 4G, il che ha un inevitabile impatto negativo sull’autonomia.

In sostanza, siamo di fronte a un prodotto molto particolare che non è adatto a tutti. Da una parte è troppo presto acquistarlo per usufruire del nuovo standard di rete, e il prezzo di 1.099 euro non è economico. Per contro, è l’unico prodotto a combinare uno schermo così grande a una qualità fotografica così alta.

Design

Chi sceglie di acquistare il Mate 20 X 5G dev’essere consapevole del fatto che si troverà per le mani un prodotto con un’altezza di 174,6 millimetri e dal peso di 233 grammi. È uno smartphone davvero molto grande, impossibile da usare con una sola mano e molto difficile da riporre nella tasca dei pantaloni.

La qualità costruttiva è fuori discussione, grazie al rivestimento in vetro e metallo e al pannello posteriore con una finitura zigrinata che permette di tenerlo saldamente fra le mani. Il design richiama un po’ quello del Mate 20, con cornici ridotte e un notch a goccia sulla parte frontale. Il modulo fotografico posteriore, di forma quadrata, sporge ma senza creare problemi di ergonomia.

Usando il Mate 20 X 5G abbiamo appurato che i pulsanti fisici (accensione e volume) sono difficili da raggiungere con una mano, così come il sensore per le impronte digitali, che è posizionato nella parte alta del pannello retrostante. Funziona molto bene, ma per usarlo bisogna impegnare due mani. È presente la certificazione IP53, che lo rende resistente agli schizzi d’acqua, ma non permette di immergerlo. Molti non apprezzeranno l’assenza della presa jack per le cuffie.

Lo schermo OLED da 7,2 pollici ha una risoluzione di 1.080 x 2.244 pixel e un rapporto di forma di 18,7:9. Guardare video e serie TV su un display così ampio è un piacere, anche perché e la qualità delle immagini è molto buona. La riproduzione dei colori è fedele, gli angoli di visuale sono ampi e la luminosità massima elevata garantisce una buona leggibilità dei contenuti anche sotto alla luce diretta del sole. Da apprezzare anche la presenza della funzionalità Always-On, che consente di visualizzare tutte le icone di notifica quando lo smartphone è in standby.

Prestazioni

La configurazione include il già noto processore Kirin 980, affiancato da 8 Gigabyte di memoria RAM e da uno spazio di archiviazione interno di 256 Gigabyte. Grazie a questi componenti il sistema è sempre fluido e scattante. Buona anche la dissipazione del calore, che non fa percepire calore attraverso il rivestimento, nemmeno quando si svolgono attività molto impegnative. Viste le dimensioni dello schermo, il produttore ha potuto predisporre con successo il multi-windows, per usare due app in contemporanea.

La connettività 5G, che è una delle peculiarità del prodotto, è affidata al modem Balong 5000. È un piccolo capolavoro tecnico ma, allo stato attuale, in Italia è alquanto inutile, dato che il 5G è ancora agli albori e difficilmente si riuscirà a sfruttarlo. Concentrandosi su quello che si può fare, è da mettere in nota che questo smartphone è fra i migliori al momento provati in quanto a ricezione. Riesce a mantenere la connettività dati anche nei luoghi più remoti, dove solitamente non si riesce nemmeno a telefonare.

La connettività include Bluetooth 5.0, Wi-Fi Dual-Band, NFC e sensore a infrarossi. La ricarica è affidata al connettore USB-C di ultima generazione e permette di riempire la batteria da 0 al 100% in 45 minuti. Peccato che quest’ultima sia un po’ sottodimensionata per uno smartphone del genere: con il nostro utilizzo tipico (misto tra LTE e Wi-Fi, due account mail attivi, centinaia di notifiche dai social e app di messaggistica istantanea, oltre 2 ore di telefonate), abbiamo coperto solo 16 ore lontani dalla presa elettrica. Per raffronto, il concorrente di Xiaomi nominato sopra sta acceso quasi due giorni senza ricarica.

Fotografia

Sul retro ci sono tre sensori: il principale da 40 Megapixel, il secondario da 8 Megapixel con teleobiettivo (l’unico con stabilizzatore ottico) e il terzo da 20 Megapixel con ottica grandangolare a 120°. Onnipresenti i ben noti algoritmi di Intelligenza Artificiale di Huawei. Gli scatti in diurna sono di primo livello, quelli in notturna sorprendono grazie alla celebre modalità notte dell’azienda cinese. Lo zoom ottico a 3X non comporta alcuna perdita di dettaglio, che invece subentra superando questa soglia. Il grandangolo è divertente e torna utile in molte situazioni, ad esempio per fotografare monumenti, edifici e altro. In questo caso si nota qualche leggera distorsione ai lati, soprattutto in notturna, ma nulla di trascendentale. La fotocamera frontale da 24 Megapixel fa egregiamente il proprio dovere.

Si possono registrare video fino a risoluzione 4K a 30 fotogrammi al secondo, ed è presente la modalità Super Slow-Motion a 960 fps, con la quale però la risoluzione si ferma ai 720p e necessita di tanta luce per rendere al meglio.

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