L’ex capogruppo Ugo Forello e la consigliera Giulia Argiroffi sono stati espulsi dal Movimento Cinque Stelle. Il provvedimento, firmato dal collegio dei probiviri, viene considerato “un fatto gravissimo” dall’ex candidato sindaco di Palermo, poi numero uno in assise comunale. “La fase di epurazione si sta completando”, è stata la prima reazione di Forello che aveva ricevuto l’apertura del provvedimento disciplinare a fine maggio.

“Mi viene contestato il reato d’opinione – spiega – l’avere leso con le mie dichiarazioni l’immagine dei 5 Stelle”. Si riduce così a tre consiglieri (Concetta Amella, Rosalia Lo Monaco e Antonino Randazzo) la pattuglia del M5s in consiglio comunale a Palermo. L’ormai ex pentastellato ha aggiunto: “Ho lottato fin dove ho potuto. Ritengo che non possa esistere un Movimento in cui si possa vietare ai propri iscritti la possibilità di esprimere il proprio dissenso. Tutto questo dimostra che nel M5S non c’è democrazia”.

I provibiri Raffaella Andreola, Jacopo Berti e Fabiana Dadone nelle motivazioni dell’espulsione di Argiroffi imputano la decisione ai “suoi comportamenti attraverso i quali si è dichiarata indipendente dai lavori del resto del gruppo consiliare di appartenenza” anche “attraverso modi di agire poco cooperativi e trasparenti nei confronti degli iscritti, anche attraverso l’adesione a progetti e idee di altri gruppi politici senza la preventiva condivisione con il resto del gruppo politico di appartenenza”.

Una spiegazione simile a quella con cui è stato deciso l’allontanamento di Forello, che nei mesi scorsi era stato sostituito come capogruppo e aveva annunciato di voler lasciare il Movimento dopo le polemiche seguite alle sue prese di posizione critiche verso la linea del movimento nazionale su temi come quello dell’immigrazione. In difesa dei due è intervenuta la senatrice Paola Nugnes: “Ho conosciuto Ugo e Giulia, due ottime persone, il M5s di Di Maio continua le epurazione per ‘reato di opinione'”, ha scritto su Facebook.

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